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Cgil, Cisl e Uil: per un sistema ferroviario integrato e qualificato in Emilia-Romagna

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treno_frecciarossaLe Segreterie regionali CGIL CISL UIL congiuntamente alle Segreterie regionali FILT FIT UILTRASPORTI dell’Emilia-Romagna, a fronte della prossima attuazione della nuova tratta ferroviaria Bologna-Firenze confermano il proprio convincimento che questa infrastrutturazione è una parziale risposta al bisogno di rinnovamento e potenziamento della rete ferroviaria in Italia.

Con questo convincimento in questi anni abbiamo partecipato e operato affinché il rilevante impatto ambientale di questa opera che attraversa trasversalmente 5 province del territorio regionale costituisse un atto per conseguire un potenziamento dell’intero sistema ferroviario.

Purtroppo, anche dalle “proposte commerciali” che il Gruppo Trenitalia sta proponendo con il “Frecciarossa” si riscontra la mancata attuazione dell’impegno assunto di costruire un “quadruplicamento veloce da Milano-Firenze ad Alta Capacita’” per cui furono previste interconnessioni ed alimentazioni miste per accedere anche alle stazioni di Piacenza, Parma, Modena, fermata Medio-Padana a Reggio Emilia e costruito in rilevato (metri 14 di larghezza) con caratteristiche strutturali dei binari per trasporto anche delle merci

La stazione di Bologna, che attende la conclusione dei lavori per l’ingresso dei nuovi binari del quadruplicamento, presuppone l’assunzione di un preciso piano industriale integrato che assuma decisioni coordinate atte ad evitare l’intasamento della stazione anche in considerazione dell’incremento di traffico previsto col cambio orario del 13 dicembre.

In particolare segnaliamo alcune situazioni che possono rappresentare criticità quali:

* Manovra dei mezzi sia per la forte carenza di organici che per l’indisponibilità di due binari, finora di servizio, che dal 13 dicembre verranno utilizzati per il transito dei treni che non fermeranno a Bologna;

* Manutenzione dei mezzi in quanto diminuiranno i tempi di sosta dei materiali sui binari di stazione, attualmente utilizzati per piccoli interventi manutentivi, che dopo il 13 dicembre dovranno essere concentrati nelle soste previste per la manutenzione programmata vera e propria con la necessità di un adeguamento degli organici già oggi insufficienti;

* Pulizie dei treni sempre a causa della diminuzione dei tempi di sosta si potranno verificare criticità rispetto alla pulizia dei treni che potranno essere sottoposti ad interventi di pulizia approfondita solamente durante le ore notturne (le prime informazioni fanno presupporre una di diminuzione degli interventi di pulizia tra il 30 e il 40 % rispetto agli attuali livelli)

* Nuovi servizi resta inoltre l’incognita di come Trenitalia sia in grado di affrontare l’aumento del 10% della produzione di treni regionali con lo stesso numero di mezzi e con un numero inferiore di Macchinisti e Capitreno rispetto all’orario precedente.

La richiesta di un sistema ferroviario integrato e qualificato in Emilia-Romagna è confermata anche da dati tecnici che indicano una rete ferroviaria regionale significativa costituita da: 350 km, 87 fermate, di cui 24 a Bologna con una utenza quotidiana di 120/160.000 passeggeri. Mentre il Servizio regionale di Trenitalia ha subito una riduzione di 200 dipendenti da quando è stata effettuata la gara di affidamento servizio al Consorzio Trasporti Integrati (giugno 2007).

Inoltre i materiali circolanti permangono inadeguati per cui si sollecita un potenziamento dell’attività di manutenzione dei mezzi. Si chiede un consolidamento strutturale in Emilia Romagna del sistema di officine già esistenti per finalizzarle da un lato alla maggior manutenzione ciclica dei mezzi dedicati al Servizio Ferroviario Regionale e per l’acquisizione di capacità operative e tecniche per intervenire nel controllo e nella manutenzione dei mezzi bi-tensione in servizio (ETR450, ETR460, ETR470, ETR600) sulla rete nazionale.

Infine si richiede un rilancio della funzione FS/CARGO per offrire un trasporto su ferro “organizzato ed affidabile” in rapporto all’obiettivo di trasportare merci al centro dell’Europa valorizzando strutture esistenti, gli Interporti e loro potenziamento come nodi per la logistica in rapporto ai sistemi produttivi locali e caratterizzando il porto di Ravenna come “finestra attrezzata” per entrata ed uscita merci.

Queste azioni a nostro parere possono contrastare gli effetti della crisi economica che in Emilia-Romagna sta determinando un persistente calo occupazionale su imprese di trasporto, che in Emilia-Romagna sono già di piccole dimensioni, infatti il 75% occupa un solo addetto su un totale nel settore dei trasporti di circa 19.000 occupati. Analogamente la crisi sta ridimensionando la funzione della logistica dove operano circa 22.000 lavoratori.

Con l’occasione le scriventi Segreterie CGIL CISL UIL dell’Emilia-Romagna sono a chiedere di ricalendarizzare un incontro per conoscere e valutare tutte le iniziative necessarie per garantire una maggior sicurezza nell’esercizio e nei lavori della stazione ferroviaria di Bologna.

(Le Segreterie CGIL CISL UIL Emilia Romagna: A.Salfi – P.Ragazzini – G. Zignani)