Era il 7 maggio del 1950 quando finalmente, dopo una serie di difficoltà, si inaugurava l’Aerautodromo di Modena. Alle 15.50 veniva dato il via al primo “Gran Premio” della Città di Modena, che vedeva impegnate su un asfalto che diventerà mitico, case automobilistiche del calibro di Ferrari, Maserati, Fiat-Stanguellini, Cooper, Cisitalia e Osca.
Proprio l’Autodromo di Modena, in occasione del suo sessantesimo compleanno, sarà tra i protagonisti dell’undicesima edizione di “Modena Terra di Motori”, la manifestazione promossa dalla Camera di Commercio di Modena e dal Comune di Modena, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Nell’area in cui si snodava l’Aerautodromo – che comprendeva parte della via Emilia Ovest, di via Formigina (poi viale dell’Autodromo) e Strada San Faustino – dove oggi si trova il Parco Enzo Ferrari, “Modena Terra di Motori” renderà omaggio a uno dei grandi protagonisti di quell’epoca: Vittorio Stanguellini, che proprio quest’anno avrebbe compiuto cent’anni. L’undicesima edizione di “Modena Terra di Motori” sarà dedicata in gran parte a celebrare questo anniversario così importante per il mondo dell’automobilismo sportivo con decine di appuntamenti. Solo un anticipazione: nel secondo weekend della manifestazione, infatti, dove sorgeva la pista, verrà posto un busto di Vittorio Staguellini, realizzato dall’artista modenese Alessandro Rasponi. Il giovane scultore ha già forgiato alcuni busti dedicati ai grandi personaggi dell’automobilismo che fanno bella mostra di sé lungo i viali pedonali del Parco Ferrari. Si tratta delle raffigurazioni di grandi campioni del calibro di Fangio, Villeneuve, Senna, Villoresi, Castellotti, Nuvolari, Villa, Ascari, Cabianca e Musso. La copia originale dell’opera che ritrae il volto di Manuel Fangio è stata donata lo scorso anno al «Museo de Automoviles Juan Manuel Fangio» in occasione della grande mostra che Modena ha dedicato qualche anno all’indimenticato campione argentino, mentre quella di Ayrton Senna è stata donata alla sorella e alla figlia del compianto pilota brasiliano.
Ma è ai “mitici” anni ’50 e ai suoi protagonisti che la kermesse modenese guarda per la sua undicesima edizione: sono in programma eventi che rievocheranno con musiche, immagini, atmosfere e – naturalmente – auto, gli anni del dopoguerra. Queste sono solo alcune delle sorprese che l’edizione 2010 di “Modena Terra di Motori” ha in serbo nei fine settimana del 22, 23 e del 29 e 30 maggio.
La manifestazione prosegue nell’intento di valorizzare la città di Modena come indiscutibile capitale mondiale dell’automobilismo sportivo e di una tradizione unica al mondo, che non ha voluto mancare all’edizione 2010 della Mille Miglia, al via domani giovedì 6 maggio da Brescia. Saranno infatti ben cinque gli equipaggi modenesi, capitanati da Mauro Galavotti – presidente della scuderia “Modena Historica” – che parteciperanno alla gara rievocativa più importante del mondo.
I modenesi al volante nella Brescia-Roma-Brescia sono Luca e Andrea Bortolotti su una Maserati A6 1500 del 1949; Roberto Chiossi e Carlo Sighicelli al volante di una Fiat Turismo 1100/103 TV del 1954; Massimo Panari e Giuliano Berselli impegnati con la francese Dyna Panhard X 86 750 e Umberto Ferrari con Giovanni Palmieri a bordo di una Lancia Appia Turismo del 1954 prima serie.
Nella foto: Gran Premio della Città di Modena del 1950





