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Sei un’impresa virtuosa? Meriti un certificato (e meno tasse), proposta di Legge del PD

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Sei un’impresa virtuosa? Rispetti l’ambiente? Fai il possibile perché le condizioni di lavoro dei dipendenti migliorino? Contribuisci allo sviluppo del territorio? Allora ti meriti un “marchio etico” che certifichi la tua responsabilità sociale, ma anche una dimostrazione concreta di riconoscenza da parte dello Stato attraverso crediti d’imposta e incentivi fiscali.

Questa, in sintesi, la proposta dell’on. Ivano Miglioli del Partito democratico che tenta per la prima volta in Italia di tradurre in legge le linee guida dell’Unione europea per un “capitalismo etico” che tenga insieme le ragioni del profitto e quelle del bene comune. Ovvero: tutela dell’ambiente, salute dei lavoratori, sviluppo equilibrato del territorio.

Esiste già una normativa internazionale che prevede la responsabilità sociale dell’impresa (certificazione SA8000) e indica i parametri in base ai quali un’impresa può considerarsi virtuosa: sicurezza dei luoghi di lavoro; tutela dell’ambiente nell’uso delle risorse per la produzione; libertà d’associazione dei lavoratori; assenza di qualsiasi pratica discriminatoria; nessun ricorso al lavoro infantile. A 10 anni dall’avvio della responsabilità sociale dell’impresa sono molte le aziende grandi e piccole che hanno attuato questa scelta. A Modena, tra le altre, Unigrana, Coop Estense, Tetrapak, Rossi motoriduttori, Unicredit, Piemme, Cmb, Marca Corona, Aimag, Conad.

“La responsabilità sociale d’impresa – spiega l’on. Miglioli – non solo è compatibile con la logica aziendale ma può diventare parte integrante della programmazione di un’impresa. Ad esempio l’attuazione di politiche di tutela ambientale possono essere sia funzionali non solo alla salvaguardia del territorio ma anche allo sviluppo dell’impresa. Così come le buone pratiche nell’utilizzo delle risorse umane sono destinate a diventare elementi sempre più qualificanti per un’attività imprenditoriale moderna e responsabile”.

La proposta di legge prevede l’istituzione presso la presidenza del Consiglio di un Osservatorio nazionale sulla responsabilità sociale d’impresa con il compito di valutare l’idoneità delle imprese a ottenere il “Marchio etico” e, di conseguenza, la concessione di crediti d’imposta e incentivi fiscali. Dell’Osservatorio dovrebbero far parte rappresentanti delle associazioni imprenditoriali, dei sindacati, dei consumatori, del ministero dello Sviluppo economico e della Conferenza Stato-Regioni.