Da oggi i cittadini reggiani che desiderano esprimere le loro ultime volontà rispetto all’accettazione o rifiuto di trattamenti sanitari hanno la possibilità di registrare ufficialmente il loro volere. Il Comune di Reggio ha infatti attivato un servizio di raccolta del cosiddetto testamento biologico, il documento – conosciuto anche come “Dichiarazione di volontà anticipata per i trattamenti sanitari” – che permette di registrare le proprie scelte di cura in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico.
In attesa che la materia venga regolamentata da apposita norma di legge, l’Amministrazione locale ha infatti deciso di istituire il Registro del Testamento biologico per far fronte a una domanda sociale crescente su questo tema, che trova fondamento anche in alcuni documenti giuridici come la Costituzione della Repubblica Italiana che, oltre a riconoscere la libertà e l’indipendenza dell’individuo nelle scelte personali che lo riguardano, all’articolo 32 stabilisce che “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” e che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”; la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea che, all’art. 3, riconosce come diritto fondamentale del cittadino, accanto al diritto all’integrità fisica e psichica, il diritto del paziente al consenso informato in tutte le procedure sanitarie; la Convenzione sui Diritti umani e la Biomedicina di Oviedo del 1997, ratificata dall’Italia nel marzo 2001, che stabilisce che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”.
La necessità di istituire in città un registro del testamento biologico è stata espressa dal Consiglio comunale di Reggio che, nell’ottobre dello scorso anno, ha sottoscritto un documento per l’istituzione di una Anagrafe comunale delle Avvenute redazioni di dichiarazione anticipata di trattamento. L’argomento era stato posto all’attenzione di sala del Tricolore dal comitato Alta Voce che aveva presentato una mozione di iniziativa popolare sull’argomento.
L’assessore alle Politiche sociali Matteo Sassi, che a nome della Giunta ha presentato oggi alla stampa il nuovo servizio, ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato a raggiungere questo risultato, iniziando dall’associazione Alta voce e dalla sua presidente Donatella Chiossi, i dipendenti comunali che hanno lavorato alla realizzabilità del Registro, la maggioranza consiliare. L’assessore ha ricordato l’articolo 32 della Costituzione, che dice tra l’altro ‘(…) Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana’.
“Se vogliamo prevenire una politica che brandisce il corpo delle persone e i temi della bioetica – ha detto Sassi – e se non vogliamo farci sottrarre il tema della libertà come cittadini, dobbiamo rispondere anche a partire dalle comunità locali. Reggio Emilia, città di diritti civili, ha sempre assunto iniziative in base a valori unificanti e di appartenenza ben prima che ci fossero leggi nazionali. È successo in passato per i nidi e le scuole d’infanzia e per la psichiatria, succede oggi con l’istituzione del Registro del Testamento bilogico”.
All’incontro di oggi hanno partecipato Roberto Montagnani, dirigente del servizio Decentramento e partecipazione, Francesca Bertani, funzionario dell’Ufficio Stato civile, rappresentanti del comitato AltaVoce e dell’associazione Iniziativa laica, per i quali è intervenuta Carla Ruffini.
Inoltre, Stefano Daolio ha letto alcune riflessioni della moglie Donatella Chiossi, presente all’incontro, che sarà la prima a depositare il proprio testamento biologico presso gli uffici comunali. “Oggi stiamo vivendo un grande atto di democrazia capace di sensibilizzare le coscienze – si legge tra l’altro nell’intervento di Chiossi -. Il cittadino di Reggio si sente più tutelato ma soprattutto rappresentato, perché vive una condivisione di valori che le istituzioni hanno tradotto in atto pubblico. Non è cosa da poco, visto che si tratta di un diritto civile sancito dalla Costituzione. La redazione delle Dichiarazioni di volontà anticipate per i trattamenti sanitari e il deposito presso il Comune di appartenenza costituiscono un atto pienamente legittimo di autotutela e tale da costituire vincolo per i medici ad attenersi alla volontà espressa”.
Chi intende registrare le proprie volontà, può compilare il testamento biologico sugli appositi moduli in carta semplice disponibili presso gli uffici di Comune Informa (Urp, via Farini 2/1) e il sito del Comune (www.comune.re.it). Per farlo bisogna essere maggiorenni e residenti nel Comune di Reggio Emilia.
Il testamento – nel quale andranno indicati oltre ai propri dati e volontà rispetto ai trattamenti sanitari, anche il nominativo di un fiduciario o di un suo supplente incaricato di dare attuazione alle volontà del dichiarante – deve essere consegnato in busta chiusa all’ufficio Stato civile di via Toschi 27 (su appuntamento, telefonando al numero 0522 456408).
L’ufficio Stato civile provvederà a rilasciare una ricevuta, recante il numero di protocollo, il nominativo del dichiarante, del fiduciario ed, eventualmente, del supplente fiduciario.
Il testamento, che verrà custodito nell’archivio comunale, potrà essere modificato o revocato in ogni momento dal dichiarante.
Presso gli uffici comunali di via Farini è possibile ricevere informazioni e aiuto nella compilazione del testamento da parte del comitato AltaVoce, dall’associazione Iniziativa Laica e altre associazioni di volontariato, il giovedì dalle 15 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 12.





