Ho letto con interesse il lungo intervento del Presidente Sabattini sul cammino del PAL che porterà al nuovo volto della nostra sanità locale. Purtroppo però leggo dichiarazioni che ho già sentito: da tempo infatti si parla di continuità assistenziale, di come evitare l’accesso eccessivo al Pronto Soccorso, del ruolo del Medico di medicina generale, del sistema a rete.
Purtroppo però ad ognuno di questi tentativi ha fatto seguito un aumento degli accessi al Pronto Soccorso anche per quelli che comunemente sono definiti codici bianchi. E non si capisce con quali strumenti questo dovrebbe non avvenire più. Di fatto i cittadini di fronte ad un stato acuto di un malessere, anche se non grave, prediligono il pronto soccorso, snobbano la guardia medica. Sarebbe opportuno ripensare a questo ruolo, dare risorse alle strutture d’emergenza degli ospedali, anche quelli locali, in provincia, perché forse è questo l’unico modo per evitare di intasare i due ospedali modenesi, e in particolare il Policlinico. Invece si è tagliato il pronto soccorso notturno di Castelfranco.
Questa rete di cui si parla tanto, e che arriva da lontano, ancora stenta a funzionare, e ormai è concentrata sui due grandi ospedali modenesi. Si parla di eliminare ridondanze, che però faticano a sparire. Si parla di start up ancora da assimilare… parliamo chiaro: Baggiovara è costato troppo, in molti casi è un doppione del Policlinico, ma ormai c’è dunque qualcuno deve pagare il conto, e saranno gli ospedali locali. Quegli ospedali che erano eccellenti fino a pochi anni fa (vedi di nuovo Castelfranco, ma anche il Ramazzini di Carpi) e che oggi invece sono stati impoveriti.
Insomma oggi non paghiamo i tagli, paghiamo le scelte sbagliate di anni. Tutto quanto attendendo notizie del nuovo ospedale di Carpi, ma se è vero che le risorse si sposteranno dall’assistenza ospedaliera a quella territoriale, temo rimarrà un sogno, anzi diventerà un incubo.
(Avv. Luca Ghelfi, Consigliere Provinciale – PDL)





