Stamattina abbiamo scoperto, da affermazioni surreali del consigliere comunale Liborio Cataliotti sulla stampa, che il Comune di Reggio ha sforato il Patto di stabilità. Un errore grossolano. Basta leggere i Bilanci del Comune, per rendersi conto che il Patto, nonostante le inique imposizioni del governo di centrodestra, non è stato sforato. Al contrario. Le previsioni di investimenti e spesa contenute nei Preventivi del Comune coincidono quasi totalmente con quanto scritto nei Consuntivi: questo significa che l’Amministrazione sa programmare, sa gestire la propria attività con rigore e competenza, spende e investe con oculatezza. Siamo pronti a fare un “corso di bilancio” ai consiglieri, che comunque dovrebbero essere già ferrati in materia. Intanto, ricordiamo che di recente il Comune di Reggio ha ricevuto l’importante riconoscimento nazionale dell’Oscar del Bilancio, per leggibilità e trasparenza.
Ma le sviste del Pdl non sono finite. Sappiamo che tagliare, anzi chiudere i servizi pubblici, creare nuovi spazi per il privato e scaricare su di esso indistintamente tutto il welfare, ritenuto una pesante e inutile palla al piede, e di conseguenza licenziare i dipendenti pubblici, poco importa se gente onesta e che lavora, è il modello di “riforma” e razionalizzazione della spesa pubblica di alcuni ambienti del centrodestra. E’ chiaro, al comune buonsenso, che questo sarebbe un totale fallimento, oltre che un disastro. Sul Comune di Reggio, il discorso è totalmente fuori luogo.
Riguardo alla spesa corrente in generale, merita di essere sottolineato che la pressione tributaria procapite, che contribuisce alle risorse di spesa, a Reggio Emilia è stata nel 2010 inferiore rispetto ad altri capoluoghi: 333,44 euro, contro i 341,86 di Parma e i 369,17 di Modena. Lo stesso vale per la pressione finanziaria procapite: a Reggio è stata di 513,01 euro, contro i 639,74 di Parma e i 718,50 di Modena. A livello nazionale, Reggio è agli ultimi posti fra i capoluoghi.
In tema di spesa per il personale del Comune di Reggio, va chiarito che attaccare strumentalmente tale voce di spesa significa attaccare i cittadini, perché l’80% del personale dell’Amministrazione comunale lavora direttamente per far funzionare i servizi ai cittadini: ad esempio, Coesione sociale, Scuole d’infanzia, Educazione e Giovani, Poli sociali, Cultura e Sicurezza, servizi dove le risorse umane sono la “materia prima” e il cui apporto e professionalità sono insostituibili.
Soltanto il 6% della spesa totale è destinato al personale in staff, cioè impegnato in attività interne all’ente: ad esempio, servizi Acquisti, Personale, Legale, settori comunque indispensabili e presenti in ogni Amministrazione comunale di città capoluogo di medie dimensioni.
In tema di Welfare, contrariamente a quanto sostenuto dal Pdl, non c’è stato nessun fallimento delle nostre politiche, dato che l’Amministrazione sta internalizzando, e non esternalizzando, creando razionalizzazioni virtuose sul piano economico e dell’efficienza. Autorevoli analisi e Osservatori, confermano ogni anno la qualità dei servizi e l’apprezzamento dei cittadini che vi ricorrono, ponendo Reggio ai vertici delle classifiche nazionali. Di quale crollo stiamo parlando?
Sulla tassa sui Passi carrai, che potrebbe essere reintrodotta come entrata nel prossimo Bilancio, non si tratta certo di un “nuovo balzello”, ma di una tassa abitualmente in essere nei comuni. L’eccezione è Reggio, dove vari anni fa si decise l’esenzione dal pagamento.
Francamente, è di gran lunga più giusto avvalersi di questa nuova entrata, che avrebbe un impatto minimo sui cittadini, piuttosto che chiudere scuole d’infanzia o poli sociali.
(Filomena De Sciscio, Vicesindaco e assessore al Bilancio Comune di Reggio Emilia)




