«Modificare la parte del decreto Romani relativa al fotovoltaico e coinvolgere il settore delle agroenergie nella predisposizione dei relativi decreti attuativi». Lo ha chiesto Confcooperative Modena all’incontro che si è tenuto ieri in Provincia per valutare gli effetti locali del decreto legislativo sulle energie rinnovabili. «Per molte imprese, cooperative comprese, la green economy ha rappresentato un’ancora di salvezza che ha permesso di mantenere volumi d’affari e occupazionali pari ai livelli pre-crisi – ha sottolineato il direttore di Confcooperative Modena, Cristian Golinelli – Ora la sola discussione sul decreto Romani ha bloccato investimenti per una trentina di milioni di euro programmati dalle nostre cooperative in varie zone d’Italia». Confcooperative esprime un giudizio critico sulla parte del decreto Romani relativa al fotovoltaico perché teme che l’assenza di criteri certi sulle condizioni di assegnazione degli incentivi possa compromettere il futuro delle imprese e disincentivare i finanziamenti bancari. «Siamo preoccupati per l’incertezza relativa al nuovo sistema di incentivazione che dovrebbe scattare dal 1° giugno 2011, anche se apprezziamo che il governo abbia eliminato dal decreto il tetto degli 8 mila Megawatt, raggiunto il quale sarebbe scattato lo stop immediato e totale degli incentivi. Inoltre – prosegue Golinelli – è positiva l’attenzione riservata all’energia elettrica prodotta da biomasse e biogas. È importante che sia stata riconosciuta la possibilità di utilizzare a fini energetici sottoprodotti delle attività agroalimentari e il via libera dato agli impianti previsti dai progetti di riconversione del settore bieticolo saccarifero. Chiediamo, pertanto, oltre che di modificare il capitolo del decreto relativo al fotovoltaico, – conclude il direttore di Confcooperative Modena – di coinvolgere le imprese agroenergetiche nella predisposizione dei decreti attuativi».