Si è parlato di centro storico ieri sera nell’incontro intitolato “Il cuore nel centro. Come cambia il volto di Casalgrande capoluogo”, con Donatella Prampolini Manzini, presidente provinciale di Comfcommercio, l’ing. Gianluca Bonini, di Nuovo Studio (vincitore del concorso per il Neo-urbano che riguarderà il centro di Casalgrande) il sindaco Andrea Rossi ed Enrico Magnani, assessore ai Lavori pubblici. E’ stata partecipata la prima assemblea cittadina sul tema del Psc (Piano strutturale comunale), che ha l’obiettivo di illustrare le principali novità della progettazione urbanistica di Casalgrande nei prossimi anni.
Per Enrico Magnani: “Manca un centro con una connotazione forte, questa iniziativa e il progetto Neo-urbano nascono dalla volontà di un’amministrazione che è chiamata a dare quell’impulso per costituire luoghi di spinta al commercio, cosa che finora non è accaduta perché mancavano le situazioni e gli spazi adeguati”.
L’Ing. Bonini, il professionista che ha vinto il concorso per la centralità della nuova cittadina, dopo avere tracciato un breve excursus sulle piazze italiane, ha dichiarato: “Casalgrande non ha un centro storico, manca cioè di una cattedrale, del palazzo del Comune e della piazza del mercato, che nei secoli sono stati i tre luoghi identitari per eccellenza delle realtà italiane. Manca la continuità, la prospettiva, il centro che dia unità al luogo, in un comune che paradossalmente soffre di spazi troppo aperti e non connessi tra loro.
Su piazza Costituzione, infatti, non vi sono edifici di qualità, ma fortunatamente vi è il Teatro con il suo sistema delle piazze. Non vi sono demolizioni previste su piazza Costituzione, che risulta comunque un’area troppo grande per un comune come Casalgrande. Il progetto invece prevede la costruzione di un edificio che salvi ciò che esiste e lo riqualifichi con il posizionamento di diversi ambiti commerciali, creando un luogo multiplo. Ad esempio l’area del consorzio agrario è salvata ma ristrutturata; al contempo si costruirà un piccolo sistema di viabilità interna, attraverso una carreggiata a velocità minima fiancheggiata da larghissimi marciapiedi per il passeggio, ricreando artificialmente un’idea di centro, che è il connettivo tipico della città italiana”.
Per Donatella Prampolini Manzini, che oltre a essere presidente provinciale di Confcommercio è parte in causa del progetto di riordino del centro: “Questo progetto avrà una ricaduta diretta sulla mia attività. Ma a livello generale vi sono delle necessità importanti per il commercio, poiché dobbiamo essere consapevoli del fatto che un paese che non ha vocazione turistica come questo ha un bacino di consumatori molto diverso, e deve tenere presente l’esistenza di poli commerciali nei comuni limitrofi, che per Casalgrande significano Sassuolo, Scandiano, Reggio e Modena. Sul progetto specifico, posso dire che io ho guardato il progetto di “Borgo Manzini”, e lo trovo particolarmente suggestivo, così come approvo l’idea di creare una piazza che non c’è mai stata: a maggior ragione poiché noi oggi come attività commerciali ci troviamo in affanno su via Aldo Moro e su tutto il circondario del centro, che merita anche un rinnovamento delle attività, poiché deve offrire un servizio più completo alla cittadinanza.
Dò per scontato che un domani parleremo di un vero e proprio “centro storico” che dunque sarà creato ex novo: l’idea di permeabilità da via Moro al Teatro, tramite la realizzazione di un collegamento, è una scelta vincente e darà molta visibilità alle attività commerciali, così come il sistema delle piccole piazze è vincente. Come commercianti sicuramente faremo la nostra parte, anche per attivare capitali freschi da investire, è necessario certo un passaggio culturale e un ricambio generazionale ma siamo sulla strada giusta”.
Per il Sindaco: “Questo incontro ha dimostrato, con il contributo dell’Ing. Bonini, come vi sia una funzione sociale e identitaria del centro, che conferisce dignità e prestigio a chi lo vive e lo frequenta: questa amministrazione ha dimostrato di credere nella cultura attraverso la realizzazione del Teatro e del polo culturale, ora occorre proseguire nel progettare la città complessivamente nei prossimi quindici anni, seguendo il lavoro già impostato con le riqualificazioni avvenute con la piazza del Comune e di tutta via Aldo Moro. Il boom edilizio degli anni scorsi non deve arrestare un coraggioso investimento di idee e di risorse aperto alla cittadinanza, come questo progetto Neourbano, che vuole rifondare l’assetto e il volto del capoluogo del nostro Comune, rafforzando la centralità del capoluogo rispetto al territorio. Infine, come ci ha ricordato Bonini, la politica deve riappropriarsi dell’arte di progettare, ridando slancio al territorio e dimostrando capacità di visione a lungo termine”.





