Dopo il pronunciamento del giudice del tribunale di Modena del 22 aprile scorso che accoglieva il ricorso della Fiom, Ferrari, Maserati, Case New Holland, Rossi, Glem Gas, Emmegi e Titan hanno deciso di intraprendere la strada dell’opposizione al decreto.
Il motivo è semplice: non comprendono come possa venir loro attribuita una condanna “per condotta antisindacale”, per il semplice fatto di avere applicato la parte economica del contratto del 2009, sottoscritto da Fim e Uilm e non dalla Fiom.
«Si tratta di una questione di principio», afferma il direttore di Confindustria Modena Giovanni Messori, «la storia di queste aziende e la loro consolidata esperienza di relazioni industriali improntate al raggiungimento degli accordi e non allo scontro fine a se stesso, parla da sola. Pertanto, la scelta di procedere con l’appello è diventata praticamente ineludibile. E’ un percorso che serve per tutelare la loro credibilità».
Tutto questo avvalorato dal fatto che anche sul fronte giudiziario non c’è uniformità di decisioni. E’ di lunedì scorso la sentenza del giudice del lavoro di Torino che respinge integralmente il ricorso per comportamento antisindacale promosso dalla Fiom nei confronti dell’azienda del presidente degli industriali torinesi.
«In realtà», continua Messori, «se volessimo entrare nel merito delle sentenze anche il giudice di Modena stabilisce la validità dei due contratti, quello del 2008 e quello del 2009, al contrario della Fiom che ritiene quest’ultimo del tutto illegittimo. Vorrei poi sottolineare che sul piano normativo questi due contratti sono pressoché identici. La differenza è determinata dagli aumenti salariali, che le aziende hanno erogato e continuano a erogare anche agli iscritti Fiom anche se con riserva di sospensione e di eventuale recupero delle somme già versate, essendo in corso un contenzioso. Alla luce di tutto questo, francamente, risulta difficile considerare “colpevoli” le imprese che hanno applicato il contratto separato del 2009. D’altra parte, come sottolinea bene Federmeccanica, la magistratura ha respinto la principale richiesta della Fiom di “intimare” alle aziende l’applicazione del contratto 2008 quale “unico ed esclusivo contratto nazionale valido ed efficace”».
C’è poi un altro aspetto di fondo che deve essere assolutamente riportato al centro della riflessione. «Si avverte sempre più urgente», sottolinea il direttore di Confindustria Modena, «la necessità di condividere nuove regole in grado di dare stabilità alle relazioni sindacali e certezza applicativa ai contratti. Le nostre imprese sono fermamente convinte che il confronto e il contenzioso tra le parti si debba risolvere sul piano negoziale. Purtroppo, ci troviamo a fare i conti con un sindacato diviso e con la Fiom che da due anni a questa parte oppone solo dei rifiuti. Alla luce di una delle crisi economiche più difficili e più lunghe che il nostro sistema industriale sta attraversando non è questo il modo di affrontare i problemi delle imprese e dei lavoratori».
nella foto GIOVANNI MESSORI, direttore di Confindustria Modena





