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70% italiani al lavoro in auto: quasi una a testa

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Gli italiani non si rassegnano: per andare al lavoro snobbano i mezzi pubblici e, nonostante ingorghi e parcheggi difficili, continuano ad usare l’automobile che ormai non manca in nessuna famiglia della Penisola. Su poco meno di 58 milioni di italiani, infatti, circolano in Italia quasi 43 milioni di auto: praticamente una testa se si considera che il dato sulla popolazione include bambini, ragazzi con meno di 18 anni ed anziani.


Quasi il 70% dei lavoratori del Bel Paese lo scorso anno è salito in auto per andare al lavoro e magari, durante il tragitto, per dare uno ‘strappo’ ai figli per andare a scuola. Il 31,8% degli studenti, infatti, usa l’auto, come passeggero, per recarsi a scuola o all’università.

La fotografia che ogni anno l’Istat scatta sui trasporti non mostra insomma miglioramenti dal punto di vista della mobilità del Paese: dal nuovo Annuario statistico italiano emerge infatti che il parco auto nostrano continua inesorabilmente a crescere. I dati, in questo caso, sono aggiornati solo al 2002 ma evidenziano che ”il numero dei veicoli circolanti è in continuo aumento” arrivando a quota 42,9 milioni di veicoli, di cui 33,7 milioni di auto. E, questo, nonostante l’estensione chilometrica delle nostre strade sia rimasta pressocheè invariata negli ultimi anni e che, come in tutti i paesi sviluppati, la crescita della domanda di trasporto sia in continua crescita a causa del progressivo aumento del bisogno di mobilità di persone e merci.
Nel 2003 gli spostamenti per recarsi in luoghi di studio e di lavoro hanno interessato più di 30 milioni di italiani, di cui 10 milioni tra scolari e studenti. Questi ultimi si spostano a piedi nel 27,3% dei casi mentre tra gli occupati quelli che si recano al lavoro a piedi sono solo il 10,7%.
L’Istat rileva anche che la quota degli occupati che utilizzano l’auto per recarsi a lavoro è pressochè stabile dal 2001, quando era il 67%, ma aumenta la quota di quanti sono passati ai motorini: nel Centro Italia la percentuale è salita dal 5,7% al 7,2% superando anche la media nazionale (4,9%).

Bus, tram, metro. I mezzi di trasporto pubblico urbano vengono usati per lo più da studenti (15,8%) rispetto ai lavoratori (solo il 7,1%); non solo, l’utenza dei mezzi pubblici urbani risulta pari a circa un quarto della popolazione di 14 anni ed oltre (23,9%).
Treni. Per il trasporto ferroviario il 2003 ha segnato un anno di flessione (-1,6%) attestandosi a circa 45 milioni di viaggiatori-chilometro. La flessione è stata causata per lo più dal calo dei passeggeri di lunga e media percorrenza (-4%), mentre il trasporto regionale ha fatti registrare un aumento della domanda dell’1,5%, dovuta prevalentemente al crescere della mobilità intorno alle grandi aree metropolitane.