Home Cronaca Furto alla cava Telarolo di Castellarano. Preso il complice

Furto alla cava Telarolo di Castellarano. Preso il complice

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La mattina del 21 marzo scorso era riuscito a fuggire al blitz dei Carabinieri  presso la cava della frazione Telarolo del comune di Castellarano, che portò all’arresto del 36enne A.M,. Non è riuscito, tuttavia, ad assicurarsi l’impunità in quanto i carabinieri, nel proseguo delle indagini, sono riusciti a identificarlo nel 65enne A.P. cutrese di nascita e residente a Reggio Emilia, denunciato in stato di libertà alla Procura reggiana – essendo trascorsa la flagranza – in ordine al reato di concorso in tentato furto aggravato. I fatti si ricorda hanno avuto origine poco dopo le 10,30 del 21 marzo scorso quando una pattuglia della Stazione di Castellarano, durante un servizio di controllo del territorio, interveniva presso la cava della frazione Telarolo del comune di Castellarano, dove era stata segnalata la presenza di alcune persone che stavano smontando del materiale. Giunti sul posto gli operanti notavano un uomo che su una scala stava smontando un motore elettrico e che alla vista dei Carabinieri scendeva dandosi alla fuga nella parte retrostante della struttura. Entrati nella attraverso la sbarra d’ingresso che presentava il lucchetto rotto, i militari si ponevano all’inseguimento dello sconosciuto e di altro individuo che nel frattempo veniva notato uscire dalla cabina idroelettrica e fuggire in direzione della campagna retrostante. Quest’ultimo (l’odierno indagato ndr) riusciva a dileguarsi facendo perdere le proprie tracce, dopo avere oltrepassato il torrente Tresinaro, mentre il primo veniva invece raggiunto e fermato dai Carabinieri che lo identificavano nel 36enne  A.M.. Un primo sopralluogo portava ad accertare la presenza davanti la porta di ingresso dei locali adibiti a centrale idroelettrica di due grosse tronchesi ed un piede di porco, utilizzati per forzare la porta della centrale. All’interno del frantoio, alla presenza di un dipendente della ditta CCPL Inerti SpA, si accertava che i due malviventi avevano già provveduto a smontare 3 motori elettrici che erano stati ammassati nelle immediate vicinanze di una carriola, per mezzo della quale sarebbero stati condotti all’esterno per essere trafugati. Il controllo eseguito all’interno della centrale idroelettrica consentiva di verificare che i due avevano parzialmente smontato un quarto motore elettrico, di dimensioni più grandi e relativo ad una pompa idraulica, ai piedi del quale venivano rinvenute due chiavi inglesi ed un borsone di colore giallo contenente svariati utensili, tra cui chiavi inglesi, cacciaviti ecc., di diverse misure e grandezze, tutto sequestrato.

E mentre nell’immediato A.M. veniva arrestato, nel proseguo delle indagini i militari acquisivano incontrovertibili elementi di responsabilità a carico del 65enne che quindi è stato denunciato alla Procura reggiana in ordine al reato di tentato furto aggravato.