In occasione della XIV Settimana della Cultura, 14-22 Aprile, l’Archivio di Stato di Modena, l’Archivio di Stato di Bologna, la Biblioteca Estense Universitaria e l’Archivio storico del Comune di Modena, in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e con l’Università degli Studi di Bologna e con la partecipazione di Archivio Capitolare di Modena, Comune di Nonantola, Archivio storico abbaziale di Nonantola e Partecipanza agraria di Sant’Agata Bolognese organizzano Disiecta Membra, una serie di mostre documentarie, un ciclo di conferenze e una giornata di studi dedicate al vastissimo giacimento di fragmenta rinvenuti fra le province di Modena e Bologna.
A partire da sabato 14 Aprile fino a domenica 22 Aprile, sarà possibile visitare le sezioni espositive allestite nelle sale degli Archivi di Stato di Modena e di Bologna, della Biblioteca Estense, della Sala delle Colonne del comune di Nonantola, nella Sala dei Codici dei Musei del Duomo di Modena, nel Museo benedettino e diocesano di arte sacra di Nonantola e nella Sala delle Colonne della Partecipanza agraria di Sant’Agata Bolognese.
Il ciclo di conferenze si svolgerà nell’arco dell’intera settimana. Gli incontri, con interventi di Armando Antonelli, Università di Ferrara, Luca Bellingeri, Biblioteca Estense, Riccardo Fangarezzi, Archivio abbaziale di Nonantola, Pietro Livi, restauratore, Mauro Gabriele Perani, Università di Bologna e Milena Ricci, Biblioteca Estense, esporranno il lungo percorso di recupero e di studio dello straordinario giacimento di antichi frammenti, appartenenti a tipologie documentarie ed epoche differenti. Si tratta di codici medievali redatti in latino, ebraico, greco, antico francese, castigliano, italiano antico, vergati in prosa o in versi, che non di rado esibiscono notazioni musicali o miniature. Tali manoscritti dopo molti secoli vennero selezionati per lo scarto a seguito di incendi o di altri accadimenti naturali. Divenuti così inattuali furono eliminati e per tale ragione consistenti partite di manoscritti smembrati furono vendute a cartolai che li reimpiegarono per rivestire registri cartacei di natura eterogenea, come protocolli notarili, vacchette e rubriche di corredo, quaderni contabili.
Avvenne in questo modo che tra la fine del Medioevo e l’incipiente Età Moderna molte biblioteche dispersero parti consistenti del loro antico patrimonio librario.
L’eccezionale particolarità dei frammenti sopravvissuti, databili a partire dall’Alto Medioevo fino al XIV secolo, sarà raccontata attraverso la storia dei differenti tipi di riutilizzo, effettuata nelle epoche successive come coperte, carte di guardia, rinforzi di coste e di legature di registri contabili e giudiziari. L’importanza del numero dei frammenti sopravvissuti favorisce la produzione di interessanti ipotesi sui motivi culturali ed economici che consentirono il sedimentarsi di questo straordinario giacimento di membrane in un’area compresa tra le province di Modena e Bologna.
La possibilità che in alcuni casi ci è consentita di ricostruire quegli antichi codici intesse una fitta e fantastica matassa di rimandi e connessioni, che si snoda attraverso i molti archivi e biblioteche presenti a Modena e a Bologna, e che talvolta si dipana fuori regione: un trama formata da più di cinquemila frammenti.
L’ingresso è gratuito.