Home Bassa modenese Mirandola. Biomedicale: ricerca, innovazione, servizi. Ecco le sfide per rimanere competitivi

Mirandola. Biomedicale: ricerca, innovazione, servizi. Ecco le sfide per rimanere competitivi

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Di seguito, riportiamo l’intervento del Sindaco di Mirandola, Maino Benatti, in apertura del convegno inaugurale delle celebrazioni del 50° del Biomedicale.

«Benvenuti a tutte le autorità presenti. Un saluto di benvenuto particolare alle tante persone che sono state tra i primi protagonisti di quest’avventura della nascita del distretto biomedicale e che si ritrovano qui a Mirandola dopo tanti anni in questa occasione.

Si aprono questa sera le celebrazioni per il 50° anniversario della nascita del distretto biomedicale di Mirandola. Che la storia di questa attività produttiva sia diventata un tutt’uno con l’identità culturale di questa comunità è esemplificata in modo lampante dalla presenza numerosissima di questa sera. Che l’evento e l’argomento siano di notevole importanza sono ben dimostrati anche dal patrocinio della Provincia, dal patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e dalla targa conferita alle celebrazioni dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Con il 1962 cambia la storia di questa parte della provincia di Modena. La storia economica di quest’area vive una forte evoluzione. Si potrebbe dire “Parte un altro film”. E’ la sfida delle nuove tecnologie inserite nella lotta per la salute e la qualità della vita di tante persone.

Cos’è successo nell’arco di questi 50 anni? E’ partita la sfida in mare aperto, è la costruzione di relazioni con il mondo che fanno la differenza, che fanno crescere questo territorio e grandi multinazionali si interessano a questo distretto, nascono nuove imprese che lavorano per conto terzi, ma anche piccole e medie imprese con progetti autonomi. Il campo in cui si gioca questa sfida è la competizione internazionale ed essendo una produzione ad alto valore aggiunto, la differenza la fanno la ricerca, l’innovazione, la personalizzazione dei servizi, la capacità di stare sul mercato. Quest’attività produttiva ad alto contenuto tecnologico, richiede competenze, conoscenze e professionalità importanti e quindi favorisce la crescita della scolarizzazione e della specializzazione; questa attività produttiva favorisce la creazione di posti di lavoro che attirano professionalità dal resto dell’Italia e dall’estero e persone dalle aree limitrofe. Se questa parte della provincia ha un’alta occupazione femminile nella fase d’industrializzazione lo si deve prima alla maglieria ma poi, alla crisi della maglieria, alle attività biomedicali e questo ha voluto dire spingere gli enti locali a sviluppare i necessari servizi all’infanzia e alla famiglia e quindi modernizzare tutto il sistema dei servizi pubblici.

Chi sono i protagonisti di quest’avventura? Un farmacista, il Dott. MarioVeronesi che con lungimiranza, sagacia ed intelligenza ha fatto partire questa esperienza; una serie d’imprenditori che, con forte spirito d’iniziativa e voglia di fare, hanno consolidato l’attività d’innovazione; le tante lavoratrici, i lavoratori e tecnici che con professionalità e impegno hanno formato l’ossatura del sistema distrettuale; gli amministratori pubblici che, intuendo la genialità dell’idea, si sono messi al servizio dello sviluppo industriale e del benessere di queste terre.

Il distretto del biomedicale mirandolese è cresciuto ed è diventato importante nel quadro dell’industria regionale e nazionale fino ad essere tra i primi a livello mondiale per qualità e strategicità dei prodotti e per l’alta potenzialità del sistema di ricerca e per le relazioni internazionali. Ora è chiaro che può essere un distretto strategico anche per il futuro e la qualità del nostro sistema sanitario regionale. E sono la Regione, le Amministrazioni locali, la politica che devono accompagnare l’evoluzione produttiva del distretto inserendolo in un sistema territoriale positivo, in un ambiente che l’aiuti ad essere competitivo nel mondo.

Questa è una storia importante che deve ricevere riconoscimenti e il plauso di tutti, ma la storia serve per guardare avanti e per impostare le prospettive future, ancora di più in una fase difficile come questa.

Ed è con questo spirito che abbiamo impostato il programma delle iniziative. Iniziative che si svolgeranno nell’arco di tutto il 2012. E’ un work in progress perché altre iniziative si stanno concretizzando. Il programma delle celebrazioni si concluderà a Novembre a Medolla, al teatro Facchini alla presenza dell’Assessore regionale all’università, ricerca, formazione e lavoro Patrizio Bianchi.

Il programma delle celebrazioni è un percorso veramente interessante che spero faremo assieme nei prossimi mesi con la consapevolezza che il distretto biomedicale giocherà ancora un ruolo decisivo nel futuro di questo territorio».