Home Bassa modenese Riforma Protezione civile, Barbolini (PD): “Si operi con buon senso”

Riforma Protezione civile, Barbolini (PD): “Si operi con buon senso”

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Applicazione con buon senso delle nuove norme contenute nella Riforma della Protezione civile, esclusione dal pagamento dell’Imu per i fabbricati danneggiati, slittamento della corresponsione delle imposte per le imprese e i singoli che hanno subito danni dal terremoto: su questi temi il senatore Pd Giuliano Barbolini auspica l’impegno comune di tutti i parlamentari emiliano-romagnoli. La sua dichiarazione:

«Il terremoto che ha colpito così drammaticamente i Comuni dell’alta pianura modenese e ferrarese – insieme col dolore per le 7 vittime, per i feriti, per i traumi e le incertezze delle migliaia di sfollati e delle comunità coinvolte, che costituiscono naturalmente la priorità assoluta dell’impegno dei sindaci, delle istituzioni e della Protezione civile – ci consegna anche un quadro pesantissimo di danni ingenti alle strutture produttive, alle abitazioni, e al patrimonio artistico che connota l’identità e la storia dei vari territori. Giustamente, il presidente della Regione Vasco Errani, di concerto con la Provincia e i Comuni e in raccordo con il Prefetto Gabrielli, ha richiesto la dichiarazione di stato di emergenza nazionale, che il presidente Monti si è impegnato a decretare nel Consiglio dei Ministri convocato per domani. Il presidente del Consiglio nell’affrontare il problema, si troverà a sperimentare per la prima volta l’applicazione delle misure previste nel decreto di riforma della Protezione civile, che, pur introducendo profili di flessibilità e oculatezza nella gestione delle fasi di emergenza, ha suscitato anche riserve, sia per il metodo (decreto anziché un disegno di legge, come chiedeva la Conferenza unificata), sia per le modalità di “messa in carico” alle comunità territoriali, alle imprese e ai cittadini degli oneri di riparazione e ricostruzione. Le nuove norme, infatti, fanno carico alle Regioni di agire con aumenti delle accise e ai cittadini e alle imprese di premunirsi con assicurazioni detraibili fiscalmente: misure, è evidente, non praticabili nella situazione che si è venuta a creare. Non è certo questo, data l’emergenza, il momento di polemiche e contrasti. Ma proprio partendo da tutto ciò, nell’emanazione del decreto per lo stato di emergenza, occorre che si tenga conto del fatto che mancano ancora molte disposizioni attuative, e che siamo in una fase di prima implementazione di nuove procedure: dunque, è necessario che si operi con buon senso, usando criteri di gradualità, e si consideri l’entità dei danni reali, la gravità complessiva dell’evento, e il tema della ricostruzione post-emergenza, perché la Regione e le autonomie locali non possono essere lasciate sole (a partire dai vincoli del Patto di stabilità). Inoltre, è necessario che si disponga da subito che i fabbricati che hanno subito danni siano esclusi dal pagamento dell’Imu finché non saranno riparati, così come va previsto uno slittamento per i termini di corresponsione delle imposte per le realtà produttive e i singoli cittadini che hanno subito danni dal sisma. Confidiamo che queste misure trovino spazio già nelle prime disposizioni, e comunque auspico che, come parlamentari emiliano-romagnoli, ci sia un’azione comune al riguardo».