Gli strumenti dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria dei materiali e dell’ambiente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia continuano a monitorare le condizioni meteo e sismiche del territorio.
Per quanto riguarda il meteo è da osservare che il tempo si è stabilizzato: è tornato il sole alternato ad innocui transiti di banchi di nubi medio alte e le temperature segnano valori minimi di 18.4°C alla stazione collocata nel torrione orientale di Palazzo ducale a Modena e 13.2°C presso il Campus di Ingegneria in Via Vignolese, un valore molto simile a quanto indicano varie stazioni nella bassa modenese ed emiliana. Nella giornata di martedì 5 giugno le temperature massime avevano raggiunto in queste due località rispettivamente 26.4°C (centro storico di Modena) e 28.1°C (periferia cittadina), valori di un paio di gradi sopra le medie stagionali.
Pienamente attivo e funzionante anche l’accelerometro triassiale del Dipartimento di Ingegneria dei materiali e dell’ambiente, che fornisce dati in continuo alla rete l’INGV.
“Mai come in questo caso – commenta Luca Lombroso dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena – le strumentazioni automatiche si rilevano provvidenziali: sarebbe stato difficile operare come nel passato sotto le continue scosse di questi giorni”.
Non era così in passato! Spulciando i registri storici dell’Osservatorio di Modena infatti si trovano alcune note interessanti riguardo l’osservazione diretta dei sismi all’Osservatorio, ad esempio:
– 16 giugno 1854 – “Oggi alle ore 2.25 pomeridiane scossa ondulatoria di terremoto da sud-est a nord-ovest: ha staccato nel laboratorio il polo della calamita, che si staccò pare alle ore 6 pomeridiane. Gli orologi non fermati. Molte persone attestano
– 25 luglio 1855 – “l’orologio di Grindel trovato fermo oggi verso l’1 pomeridiana: indizio di lieve scossa di terremoto”
Previsioni. Il tempo si è stabilizzato e così resteranno le condizioni fino a venerdì 8 giugno. Transiteranno ancora banchi di nubi nella giornata di giovedì 7 giugno, segno di un certo afflusso di aria più calda, che porterà ad un aumento delle temperature: sono attesi 28-30°C che potrebbero raggiungere anche 30°-33°C nella giornata di venerdì 8, complice anche, specie in Appennino, nei settori più orientali dell’Emilia e in Romagna, un rinforzo del vento da SW, il “garbino” o fohn appenninico.
Nella giornata di sabato 9 giugno invece è attesa una perturbazione temporalesca. “E’ presto per i dettagli – avverte Luca Lombroso – ma sembra un passaggio veloce. Diciamo che se da un lato dovremo fare i conti con gli acquazzoni, questo passaggio avrà il pregio di rinfrescare il giusto ed evitare un’eccessiva risalita delle temperature”. Domenica 10 giugno dovrebbe tornare a splendere il sole con una giornata più fresca ma, almeno dal punto di vista meteo, gradevole.




