Home Bassa modenese Confcommercio: evitare la chiusura degli uffici postali nelle zone colpite dal terremoto

Confcommercio: evitare la chiusura degli uffici postali nelle zone colpite dal terremoto

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Sono 31 in provincia di Modena gli uffici postali che Poste Italiane ha definito antieconomici e dunque a rischio chiusura.

Un’analisi –  si osserva in Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom modena – che senza dubbio compete alla società, legittimata a considerare ipotesi di recuperi economici nella sua gestione. Non fosse – prosegue Confcommercio – che figurano tra gli uffici a rischio chiusura, località come: Mirandola, per gli uffici di Gavello, Quarantoli e S. Martino Spino; Cavezzo per l’ufficio di Motta; Concordia, per gli uffici di Fossa di Concordia e Valletta; San Felice s. p. per l’ufficio di San Biagio; Novi di Modena per l’ufficio di San Antonio in Mercadello; Carpi per l’ufficio di Cortile.

Se, guardando all’intera provincia di Modena, sono discutibili anche chiusure come quelle di Acquaria o di Boccasuolo che costringerebbero, in particolare persone anziane, a spostamenti di chilometri per una pratica postale, sono davvero non accettabili anche solo ipotesi di chiusura degli uffici che hanno sede nei comuni della Bassa Modenese, il cui territorio è stato colpito dal sisma del maggio scorso.

Confcommercio invita Poste Italiane a un riesame del piano predisposto, riconsiderandolo sulla base della sensibilità richiesta dalle esigenze di carattere eccezionale portate dall’evento terremoto nella Bassa Modenese.