Dopo l’arrivo di Matteo Renzi la scorsa settimana Sassuolo si conferma laboratorio politico. L’occasione è stata la presentazione del libro, scritto a quattro mani, dai senatori del Pd Enrico Morando e Giorgio Tonini “L’Italia dei democratici. Idee per un manifesto riformista”.
Ospiti, per discutere assieme agli autori, Claudio Corrado, assessore alla cultura ed alla famiglia del Comune di Sassuolo e Alessio Pecoraro, ex segretario cittadino del Partito Democratico ed oggi uno dei leaders di Alleanza Per l’Italia.
In apertura domanda d’obbligo sulla strettissima attualità politica, il ritorno in campo dell’ex premier Silvio Berlusconi. Per Morando e Tonini l’epoca del Berlusconi leader e candidato premier è alle nostre spalle.
Enrico Morando ha spiegato come i problemi dell’Italia oggi siano: troppa disuguaglianza, scarsa crescita, eccesso di debito pubblico. C’è bisogno di un progetto di governo decennale – ha spiegato Morando – e di un Partito Democratico che non abbia paura di andare a catturare i voti di chi ha votato per il centrodestra l’ultima volta. Basta essere ambigui sul tema delle pensioni, non si possono usare come ammortizzatore sociale. Chi nel Pd pensa il contrario sbaglia.
Giorgio Tonini ha richiamato la vocazione maggioritaria di quel Pd nato dal discorso del lingotto di Walter Veltroni nel 2007 alla quale secondo il senatore si dovrebbe tornare.
Per Alessio Pecoraro il Partito Democratico non ha mantenuto la promessa di fondare un pensiero nuovo per il nuovo secolo e si è rinchiuso a sinistra. Quanto scritto dai due autori si può realizzare solo se Renzi vince le primarie. Allora il Pd può rimettersi sui binari del “Lingotto” ed ambire al 33% degli elettori.
Il neo assessore Claudio Corrado, ex Pdl passato da Fli, ha scelto di smettere di interessarsi alle vicende di partito e di dedicarsi esclusivamente al suo lavoro di assessore. Ascolto tutti e collaboro sulle idee indipendentemente dal colore politico.
Su Monti, Tonini è chiaro, l’Italia aveva perso credibilità internazionale e quella della famosa foto di Vasto non poteva essere la coalizione chiamata a risollevare l’Italia. Era necessario giocarsi le carte migliori. Monti lo è. Ora tocca alla politica, io dico al centrosinistra, dimostrare di essere all’altezza.
Chiusura sulle primaire. Morando si schiera apertamente con Renzi, pur vedendone alcuni limiti, più abbottonato invece Tonini. E’ Pecoraro a ricordare che la partita non è solo interna al Pd, queste sono le primarie del centrosinistra, c’è anche Bruno Tabacci (sostenuto da Alleanza Per l’Italia, ndr) che sposta l’asse verso il centro, la strada è il progressive centre di Obama.





