Già nel lontano 2008 la Regione Emilia-Romagna sottoscriveva accordi con le Università di Bologna, Parma, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, col Politecnico e l’Università Cattolica di Milano sede di Piacenza, con il CNR, con l’ENEA, con l’Istituto Ortopedico Rizzoli e con gli Enti locali dei territori per dare avvio al progetto Tecnopoli, coordinato in una Rete regionale per l’Alta Tecnologia.
A Bologna dovrebbe sorgere, nell’ex stabilimento della Bat British American Tabacco, noto come Manifattura Tabacchi, il tecnopolo fulcro del progetto. Con l’acquisizione dell’area da parte della Regione, in questo enorme complesso di circa 100 mila metri quadrati dovrebbe essere inaugurato un centro tecnologico che, oltre ad ospitare un numero consistente di laboratori di ricerca promossi dall’Università di Bologna, dall’Enea, dall’Istituto Ortopedico Rizzoli, dovrebbe ospitare anche funzioni di servizio per tutta la Rete regionale. I lavori non sembrano iniziati nonostante gli stanziamenti comunitari e regionali. In altre province, come ad esempio Reggio Emilia i risultati stanno arrivando, il 26 Ottobre scorso è astato inaugurato il polo delle ex Reggiane, ora vedremo se verrà sfruttato a dovere.
Ho presentato in mattinata un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale per conoscere la situazione di Bologna e delle altre infrastrutture non ancora attivate.
Il progetto complessivo prevede l’attivazione, sul territorio regionale di dieci Tecnopoli uno per città, erogatori di servizi per la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e il trasferimento tecnologico. E’ stato previsto un intervento di centinaia di milioni di euro che programma la realizzazione di opere infrastrutturali, l’acquisto di attrezzature scientifiche e l’erogazione di nuovi contratti lavorativi rivolti a ricercatori scientifici.
Lo stesso Presidente Vasco Errani, nel novembre 2009, in piena campagna elettorale per le regionali del marzo 2010, sui Tecnopoli rimarcava: “Non si tratta di annunci ma di fatti concreti, con rilevanti risorse impegnate da parte della Regione”.
Perché a Bologna i lavori sono fermi? Tanti ricercatori temono per il rinnovo del loro contratto, collegato appunto a questo progetto.
E’ loro diritto e di tutti i cittadini conoscere la situazione attuale sul progetto Rete regionale per l’Alta Tecnologia: i tempi previsti per la messa in attività delle singole strutture, lo stato dei lavori, i fondi già investiti.
All’inaugurazione del Tecnopolo di Reggio, presente anche il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio, un artigiano (sabbiatore) ha protestato pubblicamente perché non ancora liquidato per il lavoro eseguito in fase di recupero della struttura (il credito del lavoratore corrisponderebbe a circa 50.000 euro). Sarebbe auspicabile, prima di organizzare cerimonie inaugurali, verificare con le imprese la situazione contabile, saldare i conti con gli operai e i progettisti.




