Home In evidenza Gugliucci (Noi Moderati) “Una città in sospeso: tra asfalto che cede, immobili...

Gugliucci (Noi Moderati) “Una città in sospeso: tra asfalto che cede, immobili fantasma e un patrimonio abbandonato”

# ora in onda #
...............




Gugliucci (Noi Moderati) “Una città in sospeso: tra asfalto che cede, immobili fantasma e un patrimonio abbandonato”“Mentre il mondo corre verso il futuro, la nostra città sembra rimasta incagliata in un eterno presente fatto di incuria e promesse mancate – tuona il Segretario Cittadino di Noi Moderati Cristiano Gugliucci – Camminare per le nostre strade ed osservare il patrimonio edilizio pubblico non è più solo un esercizio di pazienza, ma una dolorosa constatazione di declino. La precarietà è diventata la cifra stilistica della nostra quotidianità”.

“Iniziamo da ciò che è sotto gli occhi (e le ruote) di tutti: il manto stradale. Definire “precaria” la viabilità cittadina è un eufemismo. Buche che diventano voragini al primo acquazzone come quelle sulla Strada Provinciale 467, quelle di via Indipendenza che è adiacente al centro storico, quelle di San Michele dei Mucchietti e tantissime altre con segnaletica sbiadita e marciapiedi divelti non rappresentano solo un problema estetico, ma una reale emergenza di sicurezza.

Non va meglio sul fronte delle strutture di proprietà del Comune date in gestione. Centri sportivi, spazi culturali e parchi che dovrebbero essere il cuore pulsante dell’aggregazione sociale versano troppo spesso in condizioni di semi-abbandono.
Il circolo Primo Maggio attende ancora che vengano risolti i problemi burocratici che ne ostacolano l’apertura ormai da troppo tempo. Il complesso dell’Autoporto che offre ristoro a tutti gli autotrasportatori è in condizioni precarie e attende risposte concrete e getta nello sconforto i gestori ormai da troppo tempo. Il complesso sportivo dato in gestione alla Sanmichelese che ospita 400 bambini di Sassuolo versa in condizioni precarie. Muretti nel perimetro che cedono, tribuna mai collaudata e senza una documento che ne attesti l’agibilità. Il Palagreen che da gennaio 2025 ha perso la sua copertura e ci piove costantemente dentro impedendo l’attività degli atleti e rovinando in maniera irrecuperabile pavimento e struttura. Pare che l’assicurazione abbia già liquidato il danno ma ancora dall’amministrazione non arrivano indennizzi per il ripristino dello stesso. Ripetitori installati senza criterio sul palo della luce adiacente alla strada che rischia di cadere nelle giornate di grande vento. Non è mai stata fatta una perizia sulla sicurezza di questa installazione, che tra le altre cose è situata sopra le vasche di raccolta acque piovane e dove il cedimento del terreno può risultare fatale.
I Gestori lasciati soli a combattere contro il degrado strutturale. Senza un sostegno concreto e una visione a lungo termine da parte dell’amministrazione, questi spazi rischiano di trasformarsi da opportunità a pesi morti, pronti a essere chiusi e dimenticati.

via Indipendenza e Palagreen

ll paradosso più crudele riguarda però l’emergenza abitativa. In una città dove trovare casa è diventato un lusso, assistiamo inermi allo spettacolo di decine di alloggi pubblici chiusi e sfitti. Palazzi che potrebbero ospitare giovani coppie, anziani o famiglie in difficoltà restano sbarrati, preda dell’umidità e dei vandali, a causa di una burocrazia asfissiante o di fondi per la ristrutturazione mai sbloccati. È uno schiaffo alla dignità di chi cerca un tetto e un insulto al patrimonio comune che, se non abitato, deperisce rapidamente.

La sensazione diffusa è quella di una città che vive “alla giornata”. Manca una programmazione seria che vada oltre la “pezza” messa all’ultimo minuto per coprire il buco più profondo. Una città non è fatta solo di mura e asfalto, ma se queste fondamenta scricchiolano, a crollare è il senso di comunità.

È tempo di risposte. Non bastano più le rassicurazioni o i tagli di nastro elettorali. Chiediamo un piano straordinario di manutenzione, un censimento trasparente degli immobili inutilizzati e una gestione dei beni comuni che metta al centro il benessere del cittadino, non il risparmio a breve termine che si trasforma in rovina domani.
Questa denuncia nasce dal basso, dal rumore delle sospensioni che saltano, dal silenzio dei quartieri popolari svuotati e dalla pazienza di chi ha fatto del sociale la propria vita ma che si sente abbandonato. È un grido di allarme per evitare che la nostra città diventi un museo del disinteresse. Ora – conclude il Segretario Cittadino di Noi Moderati – chiediamo interventi urgentissimi e siamo pronti ad un confronto con le istituzioni affinché le promesse fatte in campagna elettorale vengano mantenute”.