Valori medi entro i limiti di legge per la maggior parte delle principali sostanze responsabili dell’inquinamento atmosferico, con un miglioramento per polveri sottili e biossido di azoto. È quanto emerge dal report 2025 di Arpae sulla qualità dell’aria in Emilia-Romagna.
Secondo i dati della rete regionale di monitoraggio, nel 2025 le concentrazioni medie annuali delle polveri sottili, PM10 e PM2.5, risultano entro i limiti di legge in tutte le stazioni di rilevamento. Il valore limite sulla media annuale del biossido di azoto (NO2) è stato rispettato sull’intero territorio regionale, senza superamenti del valore limite orario. Nei limiti previsti dalla normativa anche gli altri inquinanti monitorati – biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio.
Per quanto riguarda il valore limite giornaliero del PM10, i superamenti oltre i 35 giorni annui si sono registrati in una sola stazione della rete regionale. Dopo un 2023 in cui non c’era stato nessuno sforamento, il 2024 aveva fatto registrare sforamenti in 3 stazioni. Qualche criticità, invece, riguardo all’ozono, che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli elevati a causa principalmente dell’andamento meteo della stagione estiva.
“I dati riferiti allo scorso anno mostrano come le azioni messe in campo con il Pair 2030, il Piano aria integrato regionale, inizino a dare risultati tangibili- commenta l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo-. Va denunciato però il fatto che, con l’ultima legge di Bilancio, il Governo ha tagliato per l’Emilia-Romagna 52 milioni per la qualità dell’aria nel prossimo triennio. Risorse già negoziate e ottenute, che erano destinate proprio a sostenere cittadini e imprese nella riduzione delle emissioni, e che sono state cancellate con un colpo di spugna. Togliere risorse al Piano per la qualità dell’aria non significa risparmiare: significa non investire sulla salute delle persone e, nel medio periodo, aumentare i costi sanitari che ricadranno su tutta la collettività”.
Il Report di Arpae
Nel 2025, in Emilia-Romagna, i livelli rilevati dalla rete regionale della qualità dell’aria continuano a evidenziare per tutti gli inquinanti concentrazioni medie in linea o inferiori rispetto alla variabilità degli ultimi cinque anni. Per quanto riguarda il valore limite giornaliero di PM10, i mesi di gennaio e febbraio hanno rilevato alcuni superamenti protratti, legati a condizioni meteorologiche favorevoli all’accumulo degli inquinanti. Superamenti occasionali o di minore persistenza nell’ultima parte finale dell’anno, e dunque a ottobre, novembre e dicembre.
Il valore limite annuale di PM10 (40 µg/m3) continua a essere rispettato in tutte le stazioni emiliano-romagnole e i valori medi annui mostrano una diminuzione, sebbene non omogenea, in tutto il territorio. Le condizioni meteorologiche favorevoli all’accumulo e alla formazione degli inquinanti secondari hanno influito invece sul superamento del valore limite giornaliero (50 μg/m3); valore che, lo scorso anno, è stato tuttavia superato solo in 1 delle 43 stazioni della rete: si tratta di Modena-Giardini, che ha registrato 40 superamenti nel corso del 2025. Nel 2021 le stazioni che avevano superato il limite di 35 giorni risultavano 11; 12 nel 2022, nessuna nel 2023, 3 nel 2024. La media annuale di PM2.5 è stata inferiore ovunque al valore limite della normativa (25 μg/m3), con valori in linea rispetto ai cinque anni precedenti.
Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), anche in questo caso la media annuale risulta in linea o in lieve diminuzione rispetto ai valori misurati negli ultimi cinque anni. Il valore limite annuale di 40 µg/m3 è stato rispettato in tutte le stazioni, come nel 2020, 2022 e 2024; nel 2021 e 2023 era stato superato in una stazione. In nessuna stazione, inoltre, si è verificato il superamento del valore limite orario (200 µg/m3).
Per quanto riguarda l’ozono, le concentrazioni rilevate nel corso del 2025 evidenziano un quadro ancora influenzato dalle condizioni meteorologiche della stagione estiva. In particolare, nei mesi più caldi si sono registrati alcuni episodi di superamento della soglia (180 µg/m³), con un numero complessivo di ore superiore a quello osservato nel triennio 2022-2024. I primi superamenti si sono verificati a partire dall’11 giugno, in concomitanza con un episodio acuto che ha interessato anche ampie aree del territorio europeo. Le concentrazioni orarie più elevate sono state rilevate tra l’11 e il 15 giugno, con un valore massimo di 223 µg/m³ a Castellarano (Re). In nessun caso, tuttavia, è stata superata la soglia di allarme prevista dalla normativa (240 µg/m³ per almeno tre ore consecutive).
I valori degli altri inquinanti (biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio) sono rimasti entro i limiti di legge in tutte le stazioni di rilevamento.
La rete regionale e le 47 stazioni
La sintesi dei dati annuali e la relativa analisi sono frutto dell’elaborazione dei valori rilevati dalla rete regionale di misura della qualità dell’aria della Regione Emilia-Romagna. La rete è gestita da Arpae Emilia-Romagna, ed è composta da 47 stazioni: in ognuna viene rilevato il biossido di azoto (NO2), mentre 43 misurano il PM10, 24 il PM2.5, 34 l’ozono, 5 il monossido di carbonio (CO), 9 il benzene e 1 il biossido di zolfo (SO2). Le stazioni si trovano prevalentemente in area urbana, e dunque sono rappresentative delle aree a maggiore densità abitativa della regione.
Qualità dell’aria: dati in tempo reale
I dati della qualità dell’aria in tempo reale sono pubblicati da Arpae Emilia-Romagna ogni giorno sulla pagina web dedicata (https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/aria/dati-qualita-aria), dove sono riportati i dati delle stazioni e le mappe di valutazione e previsione quotidiane per tutto il territorio regionale. Il sito Liberiamo l’aria (https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/aria/liberiamo-laria) è aggiornato quotidianamente durante il periodo invernale, e riporta le informazioni relative ai provvedimenti emergenziali e le informazioni aggregate a livello provinciale relative al superamento del valore limite giornaliero per PM10. I dati sono disponibili anche in modalità open data.





