Per le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL, ANIEF, permangono tutte le condizioni per confermare della manifestazione di domani 24 gennaio.
“La decisione del Governo di imporre all’Emilia Romagna il taglio di 17 istituzioni scolastiche e la nomina di un commissario ad acta per effettuarle, è un atto grave che produrrà danni irreversibili al sistema pubblico d’istruzione, che svuota il ruolo della Regione e scarica sui territori scelte che incidono direttamente su comunità educanti, autonomie scolastiche e diritto allo studio.
Il taglio di 17 autonomie che sarà deciso dal commissario ad acta nominato designato dal governo, significherà meno scuole, scuole più grandi e più difficili da governare, servizi meno accessibili, organizzazione più fragile e un impatto particolarmente pesante sulle aree interne e montane e sui contesti più delicati ma anche sul resto del territorio.
L’Emilia Romagna è in equilibrio rispetto ai parametri imposti dalle norme, con una media di alunni per istituzione scolastica superiore al dato nazionale.
Grave, iniqua, ingiusta e punitiva è quindi la decisione di procedere con la razionalizzazione.
In queste settimane abbiamo promosso un percorso di iniziative e interlocuzioni istituzionali, coinvolto le comunità scolastiche, gli organi collegiali, incontrato il Prefetto, la Regione ed il Commissario ad acta, perché la scuola pubblica non è un capitolo di contabilità, ma un presidio sociale, democratico, costituzionale
La mobilitazione culminerà con la manifestazione regionale di sabato 24 gennaio 2026 a Bologna, alla quale hanno confermato la presenza il Presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale, l’Assessora regionale all’istruzione Isabella Conti, amministratori locali, parlamentari e consiglieri regionali, rappresentanti dei consigli d’Istituto.
Il ritrovo è alle ore 10.30 in Piazza Roosevelt (Prefettura), corteo verso l’USR Emilia Romagna e sit-in.
Invitiamo lavoratrici e lavoratori della scuola, famiglie, studenti, istituzioni e cittadinanza a partecipare per difendere la qualità dell’offerta formativa e una rete di scuole pubbliche diffusa e vicina alle persone”.





