
Al Mapei Football Center accolti gli atleti della Parrocchia Assunzione di Maria Vergine in Ancora e della Parrocchia Santissima Vergine Maria Consolata, i calciatori del torneo nazionale giovanile che coinvolge le città della Serie A Enilive, promosso da Philadelphia, Lega Calcio Serie A e Centro Sportivo Italiano. A dialogare con gli atleti sui valori dello sport e dell’amicizia, presenti Andrea Pinamonti e Sara Mella, rispettivamente attaccante della prima squadra maschile e difenditrice della prima squadra femminile dell’U.S. Sassuolo Calcio.
Nella giornata di ieri, martedì 10 febbraio, l’U.S. Sassuolo Calcio ha ospitato una partita speciale, che si disputa fuori dal campo di gioco. Il Club neroverde ha accolto la seconda tappa della Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out, il torneo nazionale giovanile di calcio a 7 dedicato agli oratori delle 17 città della Serie A Enilive 2025/2026, presso il Mapei Football Center, per un pomeriggio di allenamento dedicato alla riflessione sui valori dello sport.
Ospiti del Club sono stati gli atleti della Parrocchia Assunzione di Maria Vergine in Ancora e della Parrocchia Santissima Vergine Maria Consolata, tra i partecipanti del progetto educativo e sportivo promosso da Philadelphia, iconico marchio del Gruppo Mondelēz International e Title Sponsor della competizione, Lega Calcio Serie A e il Centro Sportivo Italiano. I giovani calciatori, tra i 12 e i 14 anni, insieme ai ragazzi e alle ragazze del settore giovanile neroverde, hanno incontrato Andrea Pinamonti e Sara Mella, rispettivamente attaccante della prima squadra maschile e difenditrice della prima squadra femminile dell’U.S. Sassuolo Calcio, per un appuntamento di approfondimento sui valori cardine del progetto: amicizia, rispetto e inclusione.
Andrea Pinamonti e Sara Mella hanno raccontato ai ragazzi la propria esperienza e posto l’accento sull’importanza della collaborazione e del gioco di squadra nel calcio e non solo. I giovani delle due parrocchie hanno donato ai calciatori la maglia “Il calcio è amicizia”, simbolo tangibile dei valori di cui il progetto vuole farsi portavoce. L’attaccante e la difenditrice hanno poi autografato la divisa “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, donata da Lega Calcio Serie A ai capitani delle parrocchie, testimonianza della volontà educativa del progetto.
“Siamo consapevoli che come sportivi professionisti siamo portatori di esempi sia dentro che fuori dal campo affinché i giovani d’oggi possano imparare il meglio da noi – è stato sottolineato da Pinamonti – Purtroppo talvolta in campo si sentono cose brutte e questo dispiace, ma se si lavora sin dai primi anni in famiglia e si insegnano i valori sani dello sport si costruiranno adulti consapevoli del domani”.
“Incontri come questi sono fondamentali, soprattutto nello sport, che dovrebbe essere portatore di valori positivi – ha aggiunto Sara Mella – non sempre è così, ed è per questo che è importante parlare apertamente di razzismo e discriminazione, sensibilizzando i più giovani. Da parte nostra sappiamo che ragazze e ragazzi ci guardano e sentiamo la responsabilità di essere un esempio”.
La Philadelphia Junior Cup, giunta quest’anno alla tredicesima edizione, sposa ancora una volta la campagna di sensibilizzazione contro il razzismo e ogni forma di discriminazione “Keep Racism Out”, promossa da Lega Calcio Serie A in collaborazione con l’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il rispetto e l’inclusione sono temi centrali del progetto, affrontati durante l’incontro di sensibilizzazione, oltre che dai campioni neroverdi, anche da Alec Invernizzi, Head of Operations dell’U.S. Sassuolo Calcio, Oumar Daffe, dell’Ufficio Corporate Social Responsibility di Lega Calcio Serie A, Raffaele Candini, Presidente del CSI Emilia Romagna, Alessandro Munarini, Presidente del CSI Reggio Emilia, Raffaele Della Casa, Vicepresidente del CSI Modena, e dall’educatore e allenatore Jeffrey Owusu Boateng.
Nei mesi della competizione, da gennaio a maggio, i giovani calciatori si sfidano nelle fasi territoriali, regionali e interregionali, fino a decretare le otto squadre che voleranno a Roma per eleggere il team campione dell’edizione, con una finale d’eccezione che si disputerà sul terreno dello Stadio Olimpico capitolino, poco prima della Finale di Coppa Italia Frecciarossa.
Il progetto non si sviluppa esclusivamente sul terreno di gioco. Gli atleti del torneo prendono infatti parte agli appuntamenti formativi ospitati nelle sedi e nei centri di allenamento dei Club del massimo campionato. Durante gli incontri, insieme ai campioni della Serie A Enilive, a psicologi, educatori ed esperti, i giovani calciatori approfondiscono l’importanza dei valori dello sport, con l’obiettivo di creare ambienti più inclusivi dentro e fuori il campo di gioco. Il progetto contribuisce ad accorciare le distanze tra lo sport di base e lo sport di vertice, con gli atleti che vivono l’esperienza dei grandi campioni, entrando negli stadi della Serie A Enilive, sia con walk about a loro dedicati, sia confrontandosi in campo nei pre-gara dei match del massimo campionato.




