
In seguito agli ultimi avvenimenti accaduti nel nostro istituto, scrivo questa lettera a nome
mio e di altri colleghi, per portare all’attenzione delle istituzioni il disagio che proviamo e la
preoccupazione che abbiamo per i nostri studenti.
Noi professori siamo stanchi di vedere quello che accade giornalmente in alcune classi della
nostra scuola, dove alcuni studenti possono permettersi di insultare professori e personale
della scuola, disturbare le lezioni di altre classi, rompere attrezzature scolastiche, arredi e
impianti. E perché no fare qualche rissa quando un compagno mi ha guardato male o ha
parlato con la mia ragazza.
Purtroppo il linguaggio della violenza è sempre più presente nella nostra società, basti guardare quello che succede nel mondo, noi professori cerchiamo di lanciare un sassolino in mezzo al mare, di educare alla non violenza, al dialogo e cerchiamo di gestire le situazioni difficili. Si va avanti si cerca di fare bene il nostro splendido mestiere che ci permette di stare a contatto con ragazzi intelligenti, pieni di voglia di fare e di crescere che ti permettono di condividere una parte del loro cammino insieme.
Amo il mio lavoro e cerco di contribuire a migliorare questa scuola ed è vero che a volte bisogna solo parlare e cercare di comprendere i ragazzi che vivono situazioni difficili per aprire una strada al cambiamento, alla maturazione e all’inclusione, ma poi arrivano giornate come oggi dove un ragazzo che hai visto sorriderti fino a 5 minuti prima lo ritrovi con un occhio gonfio pieno di graffi in faccia e zoppicante per aver ricevuto nel cortile d’ingresso della scuola un pestaggio da parte di dieci coetanei, premeditato, si sono trovati li per aspettare che uscisse e linciarlo, sottraendogli anche il portafoglio e gli occhiali già che c’erano. Questo è inaccettabile, questo non è un comportamento recuperabile con la comprensione o l’esempio, l’unica cosa possibile è denunciare a gran voce questi ragazzi e il loro comportamento, noi dobbiamo tutelare i nostri studenti, non possono venire a scuola
terrorizzati da questi episodi, loro vengono prima di tutto!
Prima dei numeri, prima del nostro lavoro, noi dobbiamo permettergli di studiare in un
ambiente sicuro.
I responsabili di questi episodi vanno allontanati per il loro stesso bene, in quanto sono ormai così abituati all’impunità da poter pensare di organizzare un pestaggio addirittura a scuola. Dobbiamo insegnargli ora che ogni azione criminale ha delle conseguenze. O è più probabile che capiscano che loro sono dalla parte della ragione, e il modo migliore per risolvere i loro problemi relazionali con i coetanei è la violenza. E gli altri studenti, vedendo tollerati questi gesti e i responsabili continuare a frequentare la scuola, non impareranno forse che vale la legge del più forte mentre le vittime vengono a scuola nel terrore, creando un pericoloso circolo di imitazione.
Questo è un punto di non ritorno, dobbiamo dire a voce chiara che questi studenti noi non li
vogliamo nella nostra scuola, probabilmente devono essere seguiti in un altro modo, in un
altro posto, in altre condizioni. Se non cambiamo rotta adesso come istituto e diamo un
segnale forte che certi comportamenti non solo non sono accettati, ma sono denunciati, sanzionati e allontanati, inevitabilmente questi episodi saranno sempre più frequenti e porteranno a conseguenze potenzialmente peggiori. Dobbiamo dare un segnale subito! Non domani! Adesso!




