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Patto di amicizia fra Ardara, Fiorano Modenese e Maranello

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Patto di amicizia fra Ardara, Fiorano Modenese e Maranello
Messa solenne

Si è svolto il 14 e 15 marzo 2026 l’incontro della delegazione del comune sardo di Ardara con le città di Fiorano Modenese e Maranello, per confermare il patto di amicizia siglato nell’ottobre scorso nell’ambito di un progetto sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna che ha visto protagonista ancora una volta il Circolo Culturale Nuraghe ‘Pinuccio Sciola’, che alla fine degli anni Ottanta aveva promosso il gemellaggio fra i comuni di Fiorano e Maranello con Ozieri, Burgos, Bultei e Ittireddu. L’incontro con Ardara coinvolge le amministrazioni comunali, ma anche le parrocchie e le società sportive Libertas Fiorano e il Gruppo Sportivo Ardara.

La delegazione di Ardara, composta dal sindaco di Ardara Francesco Dui e dall’assessore Rossano Baracca, dal vescovo di Ozieri mons. Corrado Melis e dal parroco don Paolo Apeddu, sabato sera è stato ospite del circolo Nuraghe, accolta dal presidente del circolo Mario Ledda, dal sindaco di Maranello Luigi Zironi, dal sindaco di Fiorano Marco Biagini accompagnato dagli assessori Marilisa Ruini, Elisa Ferrari e dalla Presidente del Consiglio Morena Silingardi, dal parroco di Fiorano e rettore del Santuario don Roberto, dal presidente della società sportiva Libertas Fiorano Luigi Montermini.

Nei saluti è stata sottolineato l’importanza della immigrazione per lo sviluppo del distretto ceramico; di come molte siano le cose che uniscono i due territori, anche economicamente, visto che dalla miniera Molino Falzu di Ardara si ricava sabbia quarzoso-feldspatica destinata alla produzione degli impasti ceramici di gres porcellanato tecnico; di come sia necessario che il rapporto di amicizia si sviluppi ‘dal basso’ coinvolgendo parrocchie, scuole, sindacati e associazioni, perché questa è stata la chiave per favorire l’inserimento degli immigrati nelle comunità del distretto ceramico: non invisibilità ma reti di supporto e di stimolo.

Domenica 15 marzo, alle ore 17, sul sagrato della Basilica della Beata Vergine del Castello di Fiorano si è svolto l’incontro istituzionale alla presenza delle autorità civili e militari a cui è seguita la Messa solenne, nella ricorrenza del ‘Miracolo del ginepro’ che ricorda come nel 1670 l’immagine miracolosa della Beata Vergine del Castello non fosse stata rovinata da un furioso incendio.

Il vescovo di Ozieri mons. Corrado Melis, concelebrando con i parroci don Paolo Apeddu e don Roberto Montecchi, e dai sacerdoti fioranesi don Giuseppe Albicini e don Valter Tardini, nell’omelia ha ricordato

Nell’omelia il vescovo, ricordando come Fiorano e Ardara abbiano importanti basiliche dedicata a Maria, che ad Ardara assume il nome di Santa Maria del Regno e a Fiorano di Beata Vergine del Castello: “Quando c’è una Madre, ci sono tanti segni di tenerezza, di grazie e d’amore. Dio stesso ha voluto dare una madre a suo figlio”. La preghiera alla Madonna ‘mediatrice di grazie’, non è un segno di debolezza ma di fiducia.