Dopo una settimana dall’introduzione del taglio di 0,25 euro sulle accise dei carburanti, e a due settimane dal termine dei 20 giorni di durata, Federconsumatori Emilia Romagna ha esaminato la situazione nella nostra regione alla luce di quel provvedimento, con particolare attenzione alla condizione di maggior gravità, quella del gasolio.
Assorbimento delle accise. I prezzi medi in Emilia-Romagna.
Il 18 marzo, prima del provvedimento del Governo, il prezzo medio del gasolio in modalità self in Emilia-Romagna era di 2,104. Il 26 marzo, dopo giorni di inarrestabile crescita, ha raggiunto i 2,040. E’ stato così assorbito il 75% della riduzione delle accise.
Sempre il 18 marzo, il prezzo medio in Regione della benzina self era di 1,864 euro; il 26 marzo si è registrata una media di 1,736 euro, con un assorbimento del 49% del taglio delle accise.
Gasolio, in quanti sotto i 2 euro?
In regione l’80% degli impianti ha raggiunto o superato i due euro (1,999) per il gasolio self, contro il 30% di una settimana fa. Un ulteriore 10% circa è a pochi centesimi dalla soglia. I dati peggiori a Ravenna, Modena e Reggio Emilia, dove il superamento ha riguardato l’86% delle pompe.
I prezzi migliori
In questo Paese è più facile parlare con la Presidente del Consiglio che con un benzinaio, almeno al telefono. I telefoni dei distributori sono stati cassati dalle informazioni in rete e, quando si trovano, risultano inattivi. Per questo non garantiamo che siano reali i prezzi record di Luzzara (Re) con 1,594 euro al litro di gasolio self, modificato peraltro da poche ore. A Molinella (Bo) si può acquistare lo stesso prodotto con 1,659 euro; stesso prezzo a Ravenna, sulla Statale Adriatica. Nella originale classifica del “peggiore” miglior prezzo, la provincia di Rimini registra a Talamello 1,959 euro.
I prezzi peggiori
Nei prezzi peggiori è larga la vittoria di un distributore di Monterenzio (Bo) con un incredibile 2,299. Un prezzo che se vedesse l’aggiunta delle accise raggiungerebbe i 2,55 euro al litro. A Parma, in viale Europa, il gasolio self raggiunge i 2,229, mentre a Molinella (Bo) è a 2,219. Tanti i distributori a 2,199: nel piacentino a Castel San Giovanni ed in autostrada a Nure Nord, nel modenese a Sestola e Frassinoro, a Ferrara in via Bassa, nel bolognese a Castiglione dei Pepoli, Valsamoggia, Monzuno e Bologna. Poco distanti da queste cifre distributori a Sarsina (Fc), a Rimini, a Ventasso (Re).
Record regionale nel gasolio in modalità servita a Parma, nel distributore autostradale di Medesano Est, con 2,582 euro, seguita da quello bolognese di Castel Bentivoglio Ovest con 2,542 euro al litro. Nel ravennate e nel piacentino altri distributori autostradali sono a 2,499 euro.
Ora che fare?
Ovviamente la prima responsabilità di quanto accade è da ricercare nello scenario internazionale. La crescita dei carburanti e quella annunciata dell’inflazione sono un effetto della folle guerra scatenata da Usa e Israele, che deve cessare al più presto. Le risposte del Governo italiano sono state troppo flebili, come dimostra la brevissima durata del taglio delle accise, che abbiamo comunque salutato positivamente. Ora tutti ci interroghiamo sul disastro che potrebbe verificarsi con la rimozione a breve di quel taglio. Per questo è necessario che al più presto quella riduzione venga prorogata sino al termine della crisi in corso, e che per davvero si contrastino i fenomeni speculativi, innegabili, delle compagnie petrolifere. E poi è necessario che in questo Paese si dia una risposta vera alla crisi dei redditi, calati in vent’anni del 4% nel potere d’acquisto, mentre il resto d’Europa vedeva crescite importanti, come il +24% della Germania ed il +20% della Francia. Anche questo dobbiamo tenere a mente, quando giriamo per la città cercando il distributore più conveniente, o quando spingiamo un carrello della spesa, sempre più vuoto.





