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“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”. Dal 18 aprile al 18 ottobre la mostra a Reggio Emilia, nello Spazio Gerra

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“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”. Dal 18 aprile al 18 ottobre la mostra a Reggio Emilia, nello Spazio GerraRicordi, nostalgie, pensieri, parole che si fanno canzoni, altre che diventano libri, con il timbro inconfondibile della sua stessa voce ad accompagnare il racconto immerso nella musica e nella letteratura, accanto a illustrazioni inedite e fotografie a costruire una mappa di luoghi amati e frammenti di memorie.

“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo” è un percorso intenso nella poetica dell’artista modenese, tra i più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. La mostra, ad ingresso libero, in programma dal 18 aprile (dalle ore 10) al 18 ottobre 2026 a Reggio Emilia, all’interno di Spazio Gerra (luogo dedicato alla cultura popolare contemporanea), nell’ambito di Fotografia Europea 2026, è stata presentata oggi in conferenza stampa in Regione a Bologna dal presidente, Michele de Pascale, e dall’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, con il sindaco del Comune di Reggio Emilia, Marco Massari, l’assessore comunale alla Cultura, Marco Mietto, e i curatori della mostra, Stefania Carretti e Lorenzo Immovilli. È promossa dall’assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e realizzata da Ics– Innovazione cultura società Ets.

Il titolo è tratto da un verso de “Il tema”, uno dei brani firmati da Guccini nel 1970: “E dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni/Racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni/Canterò soltanto il tempo”. Qui è racchiusa una delle tematiche forti del messaggio che attraversa il repertorio di Guccini sul senso dello scorrere del tempo, la propensione nostalgica, il legame tra parole e memoria. Ed è proprio il tempo il filo rosso del percorso espositivo, da cui si parte per esplorare altri temi centrali: l’esistenza, l’amicizia, le radici, l’impegno, le relazioni.

“L’opera di Francesco Guccini è un bene estremamente prezioso del patrimonio culturale di questa terra, quella delle sue radici e della crescita artistica. La mostra ne restituisce il valore in tutta la sua autenticità e attraverso linguaggi diversi- commentano de Pascale e Allegni-. Spalanca una finestra sulla bellezza e complessità della sua arte: è un’occasione per le generazioni adulte di ritrovare emozioni vissute anche attraverso le sue canzoni, le sue parole, e per quelle giovani di conoscere meglio e apprezzare uno dei grandi protagonisti della musica cantautorale italiana”.

“L’Emilia di Guccini, quella della voglia di vivere, delle notti in osteria, delle albe, del sole nei cortili e delle nebbie, quella vista da un osservatore ‘dal fondo della sua città’ è la testimonianza poetica di un legame forte con la comunità e con il territorio che si fa ispirazione e riferimento identitario per il Paese- proseguono de Pascale e Allegni-. Senza dimenticare la capacità unica di raccontare e anticipare i tempi e i cambiamenti della società, con uno sguardo fine, impegnato e libero. Per tutto questo, a Francesco Guccini va la gratitudine della comunità regionale, e il plauso al Comune di Reggio Emilia, agli organizzatori e curatori della mostra per aver dato vita a un progetto che sa valorizzare questo straordinario patrimonio”.

“Con la mostra dedicata a Francesco Guccini, la città di Reggio Emilia rinnova e rafforza con questo straordinario autore un legame culturale profondo, costruito nel tempo attorno a valori condivisi come la memoria, la parola e l’attenzione alla dimensione civile della vita collettiva- affermano Massari e Mietto-. Un legame che affonda le proprie radici lungo la Via Emilia, crocevia di storie e identità, da cui prende forma una parte significativa della sua produzione, e che trova un momento simbolico nella laurea ad honorem conferita a Guccini proprio a Reggio Emilia nel 2002”.

“Questa mostra, all’interno della nuova edizione di Fotografia Europea dedicata a ‘I fantasmi’, inoltre, ci aiuta a riconoscere e convivere con le ‘ombre’ del nostro tempo, presenze invisibili ma influenti, che ritroviamo spesso nelle sue canzoni: paure, ricordi o nostalgie che generano smarrimento e divisioni oppure sogni, passioni e ideali che ispirano l’agire e danno senso al presente- concludono Massari e Mietto-. Noi che portiamo orgogliosamente nel nome della nostra città quell’Emilia “sognante, tra l’oggi e il domani” cantata da Guccini, riconosciamo in questa iniziativa un’occasione preziosa per rinnovare il valore della cultura come memoria viva e condivisa”.

Il percorso espositivo

Quasi tre anni di incontri e di dialogo con l’artista, la condivisione di ricordi, riflessioni e racconti hanno dato forma e contenuto alla mostra. L’esposizione si sviluppa nei quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati, ed esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni, in altrettanti ambienti distinti, unendo materiali d’archivio (fotografie, oggetti originali, riproduzioni) a opere inedite di illustratori e fotografi. È la stessa voce di Guccini ad accompagnare i visitatori nell’ascolto in cuffia lungo il percorso che segue il filo del tempo, toccando altri temi chiave della sua poetica: l’esistenza, l’amicizia, le radici, la memoria, l’impegno, le relazioni. Una sezione è inoltre dedicata al Guccini scrittore e ne esplora la formazione, le passioni e gli interessi, con attenzione agli studi di letteratura, storia e linguistica, accanto alla sua produzione letteraria.

L’esposizione include rielaborazioni delle sue canzoni attraverso diversi linguaggi artistici, che ne fanno delle “opere aperte” per sempre. Accanto, due nuove produzioni fotografiche: “Pavana e ricordi” di Paolo Simonazzi, che esplora i luoghi simbolo del mondo di Guccini tra Bologna e l’Appennino, e “Zeitraum” di Kai‑Uwe Schulte‑Bunert, che rappresenta il tempo e il ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, evocando la natura frammentaria della memoria.

“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo” è curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri. L’iniziativa ha il sostegno della Fondazione Palazzo Magnani e della Fondazione Manodori. L’ingresso è gratuito.

Il progetto proseguirà anche in forma editoriale con la pubblicazione di un volume, introdotto dalla prefazione a firma del presidente Michele de Pascale.