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Caccia alle forniture di gas. Turbo bollette e mercato a rilento. CISL: “ora analisi e strategie con il sindacato”

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Caccia alle forniture di gas. Turbo bollette e mercato a rilento. CISL: “ora analisi e strategie  con il sindacato”

“Per il distretto ceramico modenese l’estate 2026 sarà il vero campo di battaglia, da qui in poi dovremo lottare per arrivare all’inverno con scorte di gas adeguate negli impianti di stoccaggio. Chiediamo totale protezione per questo comparto strategico: non possiamo permetterci che lavoratori e imprese paghino nuovi costi e nuovi rischi”.

Così Massimo Muratori, leader di Femca Cisl Emilia Centrale, alza lo scudo a difesa di un distretto che rappresenta l’87% della produzione nazionale e occupa 14.800 addetti. Il Un sistema senza gas non può funzionare: per questo il sindacato chiederà a Confindustria Ceramica un cruscotto periodico di monitoraggio su stoccaggi, prezzi, coperture contrattuali e possibili riflessi su turni, produzioni e occupazione. “L’emergenza energia si può affrontare solo con strategie perfettamente calibrate con chi rappresenta i lavoratori”, scandisce Muratori.

DOVE SIAMO

Al 9 aprile l’Italia aveva stoccaggi pari al 43,85% della capacità (89,28 TWh), quasi il doppio della media europea, ferma al 28,92%. È una base migliore di quella di molti altri Paesi ma qui c’è anche molta industria energivora. Le regole Ue 2025-2027 prevedono che tra il 1° ottobre e il 1° dicembre le scorte raggiungano il 90%. L’Associazione europea dei gestori delle reti di trasporto del gas (Entsog), nel recente rapporto Summer Outlook, avverte che per toccare quota 90 serviranno più acquisti di gas liquido, una vera ricerca a tutte le forniture disponibili e maggiore flessibilità del sistema. Senza questo mix, il rischio è di ritrovarsi a ottobre con stoccaggi attorno al 70%. Parte dunque la caccia al gas, con una competizione europea serrata mentre il mercato è nervoso, affamato di gas liquido e sempre esposto a shock geopolitici: ad esempio, gli analisti non sanno cosa attendersi, a novembre, dalle elezioni americane di metà mandato, specialmente se Trump dovesse perderle.

SCENARI E FATTI
Alla porta del distretto bussano uno scenario e un dato di fatto. Lo scenario, più remoto dopo la tregua Usa-Iran: stoccaggi sotto le attese, riduzione dei consumi, col piano del Mase (Ministero Ambiente e Sicurezza energetica) che prevede, in caso di emergenza e dopo l’esaurimento delle misure di mercato, possibili interruzioni per i grandi consumatori. Meno gas e inverno rigido sarebbero una combinazione pessima. Il dato di fatto: è in corso la tempesta perfetta fatta di bollette, mercato a rilento e la costosissima tassa europea sulle emissioni di CO₂, gli Ets.

BOLLETTE E MERCATO A RILENTO

Partiamo dalle bollette: il boom energetico potrebbe sfilare 180 milioni di extracosti alle imprese della ceramica italiana (solo il 30% di esse ha contratti a prezzo bloccato), e il distretto di Modena ne pagherà il conto più salato. Il mercato della piastrella non brilla: lo stop alle rotte verso i clienti del Golfo è stato un nuovo colpo. Tra la bassa modenese e il cuore del distretto, almeno 10 aziende hanno già attivato la cassa integrazione. C’è chi è già partito, chi lo farà a maggio e chi a luglio. Fonti imprenditoriali spiegano che diverse imprese sarebbero intenzionate a prolungare il periodo di stop dei forni che tradizionalmente scatta nel cuore d’agosto. Per Muratori “non è un allarme rosso, piuttosto è una forma fisiologica di organizzazione su cui il sindacato vigila”.

IL COSTO DEGLI ETS

Occorre assolutamente evitare il carico degli Ets, la tassa europea che tutto il territorio chiede di sospendere alla Commissione: sono già costati 130 milioni all’anno tra il 2021 e il 2025, circa 1 milione l’anno per ogni ceramica italiana. “In molti casi il peso di questa tassa si sta mangiando la capacità di investimento in ricerca e sviluppo, le aziende non ce la fanno a reggere entrambi. E se qui, dove apriamo le nuove strade della qualità, fermiamo l’innovazione, non va bene”, conclude Muratori.