Nel corso dell’informativa a sugli organici ATA per l’anno scolastico 2026/27, sono stati illustrati dall’USR i dati relativi alla dotazione assegnata alla regione. Numeri che confermano ancora una volta una situazione insufficiente rispetto ai bisogni reali delle scuole del territorio.
Il totale regionale dei posti ATA si attesta a 13.196 unità, di cui 8.944 collaboratori scolastici, 864 assistenti tecnici e 3.270 assistenti amministrativi. Dati che non tengono conto dell’aumento della complessità organizzativa delle scuole, dell’incremento degli adempimenti amministrativi, della gestione delle fragilità e della necessità di garantire sicurezza, inclusione e qualità del servizio scolastico.
Particolarmente critica resta la situazione dei collaboratori scolastici, che sono diminuiti complessivamente di 2174 a livello nazionale (come previsto dalla legge di bilancio) di cui 122 in Emilia Romagna (pari al 6%), figure centrali non solo per il funzionamento ordinario degli istituti, ma anche per la gestione degli alunni con disabilità, dei plessi sempre più articolati e delle esigenze legate alla sorveglianza e alla sicurezza. Analogamente insufficienti risultano i numeri degli assistenti amministrativi (che per la verità aumentano dello 0,4%!) e tecnici, a fronte di scuole sempre più gravate da accorpamenti, procedure burocratiche, digitalizzazione, progetti PNRR e carichi amministrativi crescenti.
Preoccupano inoltre le forti differenze territoriali e l’assenza di un reale piano di rafforzamento degli organici, che tendono a diminuire mentre continuano a crescere le richieste alle istituzioni scolastiche senza che a queste corrisponda un adeguato investimento sul personale.
“Come FLC CGIL Emilia Romagna – dichiara Monica Ottaviani Segretaria Generale – ribadiamo che il personale ATA rappresenta una componente essenziale della comunità scolastica e che senza un deciso incremento degli organici sarà sempre più difficile garantire il regolare funzionamento delle scuole.
Accettare la logica dei tagli significa non difendere il sistema pubblico d’istruzione che la FLC CGIL invece continuerà a difendere”.





