
Si è riunito stamane l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del distretto idrografico del fiume Po coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po. La prima metà di maggio è stata contraddistinta da un quadro meteorologico caratterizzato in primo luogo da temperature inferiori alla media e precipitazioni che, in quota, hanno riportato la neve aumentando così la disponibilità idrica.
I dati, riferiti a valori parziali aggiornati subito dopo la metà del mese di maggio, restituiscono uno scenario che, pur senza evidenziare criticità diffuse di rilievo immediato, mostra elementi di attenzione in prospettiva. In tale contesto, i Grandi Laghi prealpini hanno mantenuto volumi invasati complessivamente in linea o superiori ai valori medi di riferimento. Diversamente, il comparto nivale continua a presentare condizioni inferiori alla norma nonostante le recenti nevicate tardive, sia sull’arco alpino che sull’Appennino. Per quanto riguarda i deflussi, le portate transitanti nelle principali sezioni del fiume Po sono state caratterizzate, nella prima metà del mese, da una serie di moderati incrementi, protrattisi fino alla metà di maggio; tuttavia, considerando i valori medi alla metà del mese, tali portate risultano inferiori alla media stagionale. Presso la sezione idrometrica di Pontelagoscuro, i deflussi si mantengono comunque sopra i 450 m³/s, soglia critica associata al rischio di intrusione salina.
Le previsioni per i prossimi giorni indicano condizioni di tempo stabile, accompagnate da temperature in aumento su valori superiori alla norma. In tale scenario, lungo l’intera asta del fiume Po è attesa una progressiva riduzione dei deflussi. Un elemento rilevante del periodo è rappresentato dalle recenti nevicate tardive, che, unitamente alle temperature relativamente basse registrate nella prima metà di maggio, hanno contribuito a incrementare i valori dell’equivalente in acqua del manto nevoso, aumentando la disponibilità idrica complessiva del Distretto. Nonostante ciò, persistono criticità localizzate nei bacini lombardi dei fiumi Brembo e Serio. Guardando alle dinamiche attese nel breve termine, il previsto significativo aumento delle temperature comporterà un innalzamento dello zero termico anche oltre i 3.000 metri di quota, con conseguente rapida fusione del manto nevoso recentemente accumulato. Se da un lato i volumi derivanti dalla fusione potranno contribuire al riempimento degli invasi, dall’altro la sostanziale assenza di precipitazioni e l’aumento delle temperature richiederanno particolare attenzione per gli equilibri idrici del Distretto, anche in relazione alla crescente domanda d’acqua. L’attenzione resta quindi rivolta anche ai mesi estivi, alla luce degli scenari previsionali stagionali attualmente disponibili, che indicano una probabile persistenza di temperature superiori alla norma climatologica anche per il prossimo periodo.
Alla luce di quanto sopra evidenziato, a seguito della seduta odierna dell’Osservatorio, dove sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale passa da “BASSA con precipitazioni” a “BASSA in assenza di precipitazioni” con l’eccezione dei bacini lombardi dei fiumi Brembo e Serio per i quali si passa da una severità idrica “MEDIA con precipitazioni” ad una severità idrica “MEDIA in assenza di precipitazioni”. Membri dell’Osservatorio Ministero della Transizione Ecologica Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Dipartimento della Protezione Civile Autorità Distrettuale del Fiume Po Regione Emilia Romagna Regione Liguria Regione Lombardia Regione Piemonte Regione Toscana Regione Valle d’Aosta Regione Veneto Provincia Autonoma di Trento Regione Marche ISTAT ISPRA CREA Agenzia Interregionale per il Po Terna Rete Italia Consorzio del Ticino Consorzio dell’Adda Consorzio dell’Oglio ANBI UTILITALIA ANEA ASSOELETTRICA.





