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Piazza Grande, Aceto (Pd): “La paura non può diventare propaganda”

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Piazza Grande, Aceto (Pd): “La paura non può diventare propaganda”Così la segretaria del Partito Democratico di Sassuolo Maria Aceto: “Quanto accaduto lunedì sera in Piazza Grande ha generato comprensibile preoccupazione tra i cittadini. Chiunque si sia trovato in quei momenti, tra l’allarme, la confusione e le notizie che si rincorrevano, conosce il senso di paura che si prova: un sentimento autentico, che merita rispetto e risposte serie, non strumentalizzazioni.

Proprio per questo è necessario attenersi ai fatti: gli accertamenti della Polizia Locale e le immagini della videosorveglianza hanno escluso la ricostruzione inizialmente diffusa da alcuni, che parlava di un accoltellamento e di una enorme rissa.

Si è trattato di un episodio che ha coinvolto una persona in evidente stato di alterazione e di una successiva colluttazione: un fatto certamente grave, che avrebbe potuto avere conseguenze peggiori, e che deve essere affrontato con la dovuta attenzione, ma senza alimentare narrazioni allarmistiche.

La sicurezza è un tema troppo importante per essere trasformato in uno strumento di propaganda politica. Alimentare la paura collettiva per ricavarne consenso significa tradire proprio quei cittadini che chiedono serenità, tutela e risposte concrete.

Occorre anche ricordare una verità spesso ignorata nel dibattito pubblico: i Comuni operano entro limiti definiti dalla normativa nazionale e con risorse economiche sempre più ristrette. L’assunzione di nuovi agenti, il potenziamento dei controlli sul territorio, gli investimenti nella prevenzione e nei sistemi di videosorveglianza dipendono in larga misura dalle scelte del Governo e dai trasferimenti agli enti locali. Non basta attribuire responsabilità alle amministrazioni comunali senza affrontare il nodo delle risorse e degli strumenti necessari.

Per questo sorprende che una parte della destra continui a limitarsi a slogan, individuando di volta in volta un capro espiatorio e alimentando divisioni. Se la sicurezza rappresenta davvero una priorità nazionale, è legittimo chiedere quali iniziative concrete stiano portando al Governo che sostengono: più risorse per i territori, più personale per le forze dell’ordine, maggiori strumenti per le amministrazioni locali. È su questo terreno che si misura la credibilità della politica, non attraverso post o dichiarazioni costruite sull’emotività del momento.

È giusto riconoscere, invece, l’atteggiamento responsabile delle istituzioni locali, che hanno scelto di verificare i fatti, confrontarsi con le forze dell’ordine e informare la cittadinanza sulla base di elementi oggettivi. È questo il modo corretto di amministrare una comunità: trasparenza, equilibrio e responsabilità.

La sicurezza non appartiene a una parte politica. È un diritto di tutti e richiede collaborazione tra istituzioni, investimenti adeguati e un confronto pubblico fondato sui fatti, non sulle paure.

Chi ha vissuto quei momenti in Piazza Grande merita rispetto, che si dimostra lavorando insieme per prevenire episodi simili, non trasformando il timore dei cittadini in uno strumento di scontro politico”.