L’impatto del sistema ETS europeo sulla capacità di innovazione e sviluppo del distretto ceramico è stato oggetti di un’interrogazione, nel consiglio comunale di lunedì, da parte di Matteo Dragonetti di Sassuolo Guarda Avanti.
“Il distretto ceramico di Sassuolo – si legge nell’interrogazione – rappresenta uno dei principali poli manifatturieri europei e costituisce un patrimonio strategico per l’economia, l’occupazione e la capacità tecnologica del nostro territorio, coinvolgendo oltre 40.000 lavoratori tra occupazione diretta e indotto; il 25 marzo 2026, presso il Parlamento Europeo, nel corso dell’evento “Future of European Ceramics”, la Regione Emilia-Romagna, la Generalitat Valenciana, Confindustria Ceramica e ASCER hanno presentato il documento “For the Future of European Ceramics: Reforming EU Policies and Strengthening lndustrial Research”, chiedendo una revisione delle politiche europee che incidono sulla competitività del settore; Confindustria Ceramica e le organizzazioni sindacali Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL hanno espresso una posizione condivisa di forte preoccupazione rispetto ai nuovi benchmark ETS previsti per il periodo 2026-2030;
il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha recentemente evidenziato la necessità di una revisione dell’attuale sistema ETS, affinché non si trasformi da strumento di decarbonizzazione a fattore di penalizzazione della competitività industriale europea; Considerato che la leadership mondiale del distretto ceramico non è frutto di singole realtà isolate, ma di una filiera integrata composta da produttori, costruttori di impianti, colorifici, fornitori, progettisti, centri di ricerca, università e lavoratori altamente specializzati che, attraverso il confronto continuo e la collaborazione quotidiana, hanno costruito uno degli ecosistemi industriali più avanzati al mondo; i risultati raggiunti dal settore in termini di sostenibilità, efficienza energetica, recupero degli scarti, riciclo delle acque e riduzione delle emissioni sono stati ottenuti grazie agli investimenti effettuati direttamente dalle imprese e dalla filiera del territorio, che hanno trasformato ricerca applicata e innovazione in risultati concreti; permangono tuttavia rilevanti difficoltà tecnologiche nella sostituzione dei combustibili fossili nei processi produttivi ad alta temperatura e non risultano oggi disponibili soluzioni mature, sostenibili e immediatamente applicabili su larga scala; tra il 2021 e il 2025 le imprese ceramiche italiane hanno sostenuto costi ETS medi superiori a 130 milioni di euro annui, destinati a crescere ulteriormente nei prossimi anni; appare pertanto legittimo interrogarsi sull’efficacia di un sistema che sottrae risorse a un territorio che ha dimostrato di saperle trasformare in innovazione, sostenibilità, occupazione e competitività internazionale; la transizione ecologica può avere successo solo se accompagnata dalla capacità delle imprese di continuare a investire, innovare e sviluppare nuove soluzioni industriali. Tutto ciò premesso e considerato si interroga il Sindaco e la Giunta per sapere: quali esiti e quali prospettive siano emersi dagli incontri istituzionali svolti a Bruxelles nell’ambito dell’iniziativa “Future of European Ceramics” e delle richieste avanzate da istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali; quale valutazione l’Amministrazione Comunale esprima rispetto agli effetti che l’attuale configurazione del sistema ETS e i nuovi benchmark europei potrebbero avere sulla competitività, sugli investimenti, sull’innovazione e sull’occupazione del distretto ceramico;
se ritenga condivisibile il principio secondo cui una quota significativa delle risorse generate dal sistema ETS debba essere reinvestita prioritariamente nei territori e nei settori produttivi che contribuiscono alla loro formazione, sostenendo ricerca industriale,
innovazione tecnologica, infrastrutture energetiche e percorsi di decarbonizzazione concretamente realizzabili; quali iniziative intenda assumere, nelle sedi istituzionali competenti, per sostenere il ruolo strategico del distretto ceramico e la sua capacità di continuare a generare innovazione, sviluppo e occupazione”.
Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini
“L’Amministrazione comunale conferma con forza la propria consapevolezza del valore strategico del distretto ceramico di Sassuolo, che non rappresenta soltanto un’eccellenza produttiva europea, ma un patrimonio di innovazione, sostenibilità industriale e lavoro qualificato costruito in decenni di investimenti, ricerca e capacità imprenditoriale diffusa lungo una filiera che coinvolge oltre 40.000 lavoratori tra occupazione diretta e indotto.
In un momento storico in cui il sistema ETS europeo e la revisione dei benchmark 2026–2030 stanno ridisegnando condizioni fondamentali di competitività industriale, sentiamo con urgenza e responsabilità il dovere di portare la voce del nostro territorio, delle nostre imprese e dei nostri lavoratori in tutti i tavoli decisionali che possono incidere sul futuro della nostra economia.
Come sindaci ci siamo espressi pubblicamente, abbiamo partecipato alla consultazione della Commissione europea e siamo stati presenti a Bruxelles davanti alle istituzioni europee, insieme ai territori industriali europei, per rappresentare direttamente le condizioni reali della manifattura energivora e la necessità di una revisione equilibrata delle politiche ETS e dei relativi benchmark.
Il segnale che arriva dai comuni e dalle regioni è importante e non più rinviabile: il distretto ceramico europeo chiede di essere ascoltato come parte attiva della transizione, non come soggetto passivo dei suoi effetti. Abbiamo inoltre condiviso e sostenuto un percorso istituzionale chiaro che ha visto il coinvolgimento dei territori, delle regioni e delle rappresentanze industriali e sindacali, con una posizione che ha unito, su un punto decisivo come la revisione dei benchmark ETS, sia Confindustria Ceramica sia le organizzazioni sindacali Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL, a conferma che la questione non è ideologica ma profondamente industriale e sociale.
In questa direzione si inseriscono anche le lettere istituzionali inviate al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, a testimonianza della necessità di una risposta che sia ampia, consapevole e trasversale rispetto alla centralità del tema energetico e industriale.
Riteniamo infatti che la politica nazionale abbia sottovalutato negli anni la necessità di destinare in modo strutturale le risorse generate dal sistema ETS, pari a oltre 3 miliardi di euro complessivi, a sostegno diretto dei settori produttivi più esposti alla transizione, e che questa sia oggi una delle questioni da affrontare con maggiore urgenza anche nel confronto europeo in corso.
La fase attuale impone infatti di intervenire con decisione nel dibattito comunitario, affinché la revisione dei benchmark non si traduca in un ulteriore indebolimento della capacità industriale europea, ma diventi invece uno strumento per accompagnare concretamente la trasformazione dei processi produttivi verso modelli sempre più sostenibili e tecnologicamente avanzati. Abbiamo oggi la piena consapevolezza che energia e reti saranno sempre più il cuore della competitività industriale europea e nazionale, e proprio per questo non possiamo permetterci approcci che indeboliscano i territori che più hanno investito in innovazione e sostenibilità. La storia del distretto ceramico dimostra infatti che la transizione si costruisce con l’industria, non contro l’industria, e che senza un’adeguata politica energetica e industriale il rischio è quello di compromettere un patrimonio produttivo che rappresenta un modello riconosciuto a livello internazionale. È con questo senso di responsabilità che continuiamo a portare questa posizione nelle sedi istituzionali italiane ed europee, convinti che difendere il lavoro, la qualità della produzione e la capacità innovativa dei nostri territori significhi anche difendere il futuro dell’Europa industriale”.



