A volte i progetti più significativi nascono lontano dai tavoli istituzionali, prendono forma nel dialogo quotidiano tra educatori e crescono passo dopo passo, fino a diventare esperienze strutturate e capaci di lasciare un segno concreto È il caso della collaborazione tra l’IIS Elsa Morante di Sassuolo e l’associazione Amici di Don Carlo, che da due anni anima il laboratorio “Mani in pasta. Ricette per l’Inclusione” presso il Bar Icaro.
Un progetto nato “dal basso”, grazie al confronto diretto tra la scuola e un’associazione del territorio, che hanno condiviso un obiettivo comune: offrire agli studenti uno spazio reale in cui sperimentarsi, mettersi alla prova e sviluppare competenze autentiche.
“La nostra associazione– spiega Rita Ghittoni, coordinatrice del progetto- crede fortemente nella costruzione di opportunità concrete sul territorio. Attraverso progetti come questo vogliamo creare spazi di incontro, crescita e partecipazione, mettendo in rete persone, scuola e comunità. Il Bar Icaro nasce proprio con questa prospettiva: aprire possibilità, valorizzare le capacità di ciascuno e costruire relazioni importanti.”
Circa venti studenti, con cadenza bisettimanale, coadiuvati da insegnanti di sostegno ed educatori partecipano alle attività laboratoriali, trasformando il bar in un vero e proprio ambiente di apprendimento. Qui la scuola esce dalle aule tradizionali e si apre al territorio, diventando esperienza concreta: si impara facendo, collaborando, osservando e costruendo insieme.
“La cosa più bella- dice Tony– è imparare a cucinare e alla fine assaggiare quello che abbiamo preparato noi. Mi piace fare i taralli, i biscotti e i grissini, perché alla fine il tuo lavoro è lì, puoi fare merenda con gli altri o portare qualcosa da offrire a casa”
Il riconoscimento più significativo è arrivato proprio all’Esame di maturità. Tony e altri studenti hanno potuto sostenere parte della propria prova raccontando il percorso svolto nel laboratorio di cucina, trasformando un’esperienza autentica di apprendimento in contenuto d’esame. È la dimostrazione concreta di come un compito di realtà possa diventare anche una prova di competenza, valorizzando ciò che gli studenti sanno davvero fare.
Il laboratorio non è solo un’occasione per acquisire abilità legate alla cucina, ma rappresenta soprattutto un contesto in cui ciascuno può trovare il proprio ruolo, esprimere le proprie capacità e crescere in autonomia. La dimensione pratica favorisce lo sviluppo di competenze trasversali fondamentali: organizzazione, responsabilità, lavoro di gruppo e fiducia in sé stessi.
Cinzia dell’Anna, educatrice del Morante, racconta che, oltre la didattica tradizionale, bisogna cercare idee e risorse. A volte le relazioni, la rete, due chiacchiere, servono a mettere in piedi sogni e progetti importanti “Il valore educativo di questi laboratori va ben oltre l’attività pratica. Stare insieme, collaborare, rispettare tempi e ruoli, aiutarsi reciprocamente: sono tutte abilità trasversali fondamentali che i ragazzi sperimentano in modo naturale. In questi contesti si cresce davvero, sia dal punto di vista personale che relazionale” “Nel tempo, il progetto si è ulteriormente evoluto, arricchendosi di nuove opportunità. Con il rinnovarsi dell’ iniziativa è partita la sperimentazione “I tutor del gusto. Ricette per l’inclusione”. Gli studenti coinvolti nel laboratorio hanno iniziato a condividere le competenze acquisite con i propri compagni di classe, che sono intervenuti a turno per cucinare insieme. Un passaggio importante che trasforma l’esperienza in un laboratorio di apprendimento reciproco, dove insegnare e imparare diventano processi condivisi “.
Fondamentale, in questo percorso, è stato anche il supporto del Comune di Sassuolo, che ha garantito il trasporto degli studenti attraverso la messa a disposizione di un pulmino, rendendo possibile la partecipazione costante alle attività. Un intervento concreto che testimonia l’importanza della sinergia tra scuola, associazioni ed ente pubblico.
Il valore di questa esperienza va oltre il laboratorio stesso: rappresenta un modello di scuola e di associazionismo capaci di aprirsi, di costruire reti e di rispondere ai bisogni reali degli studenti e creare contesti significativi di cittadinanza attiva in cui ciascuno può crescere, sperimentare e trovare il proprio spazio, con spirito di gruppo e anche tanta allegria.
L’esperienza non si conclude qui. A settembre il laboratorio riprenderà con nuove proposte, consolidando una rete educativa che continua a crescere insieme agli studenti.




