
L’attesa è finita. Domani sera, alle 20:45, il nuovo Sassuolo di Alberto Aquilani farà il suo debutto ufficiale in Serie A sul campo dell’’Atalanta, in una sfida subito ad alto coefficiente di difficoltà. Di fronte ci sarà una squadra che il tecnico neroverde non esita a inserire tra le prime cinque forze del campionato, con ambizioni europee e una struttura fisica e tecnica di primo livello.
Alla vigilia del debutto, nella sua prima conferenza stampa ufficiale della stagione, Aquilani ha tracciato l’identikit del Sassuolo che vuole vedere in campo: una squadra coraggiosa ma non sfrontata, capace di proporre calcio ma anche di soffrire quando sarà necessario. L’allenatore romano ha inoltre fatto il punto sulle condizioni della rosa, sull’emergenza nel reparto arretrato e sul percorso di crescita dei tanti giovani chiamati a dare una mano.
«Coraggio, ma anche umiltà»
Il concetto chiave della vigilia è uno: coraggio. «Mi aspetto una squadra coraggiosa», ha spiegato Aquilani, chiarendo però che il coraggio non significa giocare senza equilibrio né affrontare l’Atalanta «all’arrembaggio».
Contro un avversario di questo livello serviranno anche umiltà e capacità di soffrire, soprattutto nei momenti in cui la pressione nerazzurra aumenterà. Per Aquilani, del resto, le partite si decidono soprattutto nelle due aree di rigore: sarà quindi fondamentale mantenere concentrazione, attenzione e concretezza nei sedici metri.
Un primo banco di prova importante per capire quanto il Sassuolo abbia già assimilato i principi del nuovo allenatore.
Il 4-2-3-1 è la strada, ma il percorso è appena iniziato
Il modello tattico di riferimento è il 4-2-3-1, ma Aquilani sa bene che costruire una squadra secondo le proprie idee richiede tempo. I primi segnali, arrivati anche nella sfida di Coppa Italia contro il Cesena, sono comunque incoraggianti.
Ora, però, il livello dell’esame si alza sensibilmente. L’Atalanta rappresenta un avversario capace di mettere alla prova tanto la tenuta difensiva quanto la personalità del Sassuolo. Sarà soprattutto il campo a dire quanto il lavoro svolto finora abbia già prodotto automatismi affidabili.
Emergenza in difesa, spazio ai giovani
A complicare ulteriormente il debutto ci sono le numerose assenze nel reparto arretrato. Una situazione che ha spinto Aquilani a coinvolgere diversi ragazzi del settore giovanile, trasformando quella che sulla carta potrebbe sembrare una difficoltà in un’opportunità.
Domani, alcuni di loro potrebbero trovarsi a vivere il battesimo assoluto in Serie A proprio contro una squadra fisica, intensa e strutturata come l’Atalanta. Un compito tutt’altro che semplice, ma che il tecnico affronta con fiducia.
«Questi ragazzi si sono calati nella realtà, ho bisogno della loro energia, delle loro motivazioni e del loro coraggio», ha sottolineato Aquilani.
Parole che raccontano anche una precisa filosofia: l’emergenza non deve diventare un alibi**, ma un’occasione per valorizzare le risorse a disposizione.
«Imporre il nostro gioco e sfruttare le ripartenze»
Un altro tema della vigilia riguarda il rischio che i giocatori possano essere ancora troppo concentrati sull’apprendimento dei nuovi meccanismi tattici. Un problema che può accompagnare una squadra all’inizio di un nuovo percorso tecnico e che Aquilani vorrebbe superare il prima possibile.
L’obiettivo sarà comunque chiaro: «Cercheremo di imporre il nostro gioco e sfruttare le ripartenze».
Una sintesi che racchiude bene l’idea di partita del tecnico neroverde: personalità con la palla, attenzione senza palla e capacità di leggere i momenti della gara.
«Sarà la partita a dirci a che punto siamo», ha aggiunto Aquilani.
E allora sarà proprio Bergamo a raccontare il primo capitolo dell’era Aquilani. Una prima pagina tutta da scrivere, tra emergenza, giovani, nuove idee e una richiesta precisa: “avere coraggio senza mai perdere l’umiltà”.



