“Tenere viva la memoria storica è un dovere verso chi ha pagato con la libertà e la vita il prezzo dei grandi conflitti del Novecento”.
L’Assessore alla Cultura del Comune di Sassuolo Federico Ferrari, ieri mattina, ha preso parte, presso la chiesa di San Carlo di Modena, alla cerimonia dedicata alla Giornata degli Internati Militari Italiani (IMI) nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.
L’Assessore ha consegnato il riconoscimento a Vittorio Bedini, alla memoria del padre Armando, nato il 22 settembre 1921 ,chiamato alle armi come soldato nel 6° Gruppo Artiglieria G.a.F. dell’Esercito Italiano, la sua vita cambiò per sempre all’indomani dell’armistizio.
Il 12 settembre 1943 venne catturato dalle truppe tedesche a Nuovo Mesto, in Slovenia, e deportato in Germania per essere destinato al lavoro coatto. Tra le tappe più dure della sua prigionia figura l’internamento nel lager Schott, documentato dal 7 febbraio al 27 marzo 1944. Solo il 2 settembre 1945 Armando potette finalmente far rientro in Patria, portando con sé le cicatrici invisibili di un’esperienza dolorosa ma segnata da una straordinaria dignità.
“Ricordare storie come quella di Armando Bedini – ha commentato l’Assessore – significa restituire voce a migliaia di soldati italiani che dissero “no” al nazifascismo, scegliendo la prigionia pur di non tradire la propria Patria”.




