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Dialisi peritoneale, la cura sempre più vicina a casa: in Area Sud la rete AUSL si estende a Sassuolo

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Dialisi peritoneale, la cura sempre più vicina a casa: in Area Sud la rete AUSL si estende a SassuoloLa cura arriva a casa del paziente, con un monitoraggio quotidiano a distanza e un percorso di assistenza costruito sulle sue esigenze. È questo il principio alla base dell’estensione della dialisi peritoneale, attivata a Sassuolo, al servizio dei distretti di Sassuolo e Vignola, che si aggiungono a Pavullo, dove questa modalità di trattamento è attiva dal 2021.

L’avvio della dialisi peritoneale nei due nuovi distretti interessa un bacino di circa 220mila abitanti e rafforza la rete nefrologica dell’Azienda USL di Modena, diretta dalla dottoressa Simonetta Cimino. La rete si integra con l’attività dell’AOU di Modena, che già segue una parte dei pazienti in dialisi peritoneale di quell’area, e consente di prendere in carico anche i nuovi ingressi in dialisi peritoneale attraverso un percorso sempre più orientato alla prossimità delle cure.

La dialisi peritoneale si inserisce nel più ampio lavoro della Rete nefrologica provinciale, costituita dalle Nefrologie dell’AUSL e dell’AOU di Modena, che operano in modo coordinato, su mandato delle rispettive Direzioni, per migliorare la presa in carico e la cura delle persone con patologie renali. Tra gli obiettivi condivisi rientrano il potenziamento della dialisi peritoneale e dei percorsi per l’accesso al trapianto di rene, lo sviluppo di modalità di cura a domicilio e sul territorio e la continuità assistenziale nel follow-up. Attraverso percorsi condivisi, la rete consente infatti ai pazienti di essere seguiti dalle diverse strutture nefrologiche provinciali, in base alle proprie esigenze cliniche, garantendo una presa in carico coordinata e più vicina ai luoghi di vita.

“Quando le condizioni cliniche e sociali lo consentono, la dialisi peritoneale dovrebbe essere considerata come prima scelta – spiega la dottoressa Simonetta Cimino, direttrice della rete nefrologica dell’Azienda USL di Modena –. Per il paziente significa poter effettuare il trattamento nel proprio ambiente domestico, evitando spostamenti frequenti verso l’ospedale e mantenendo una maggiore autonomia nella vita quotidiana. È un modello che mette insieme qualità delle cure, appropriatezza e prossimità”.

La dialisi peritoneale è una delle modalità di dialisi domiciliare e utilizza il peritoneo, la membrana che riveste la cavità addominale, come filtro naturale per depurare il sangue. Il trattamento può essere gestito direttamente dal paziente, quando è autonomo, oppure con il supporto di un caregiver. Dopo un periodo iniziale di addestramento, generalmente della durata di circa due settimane, il paziente impara a utilizzare gli strumenti e a gestire in sicurezza il trattamento nella propria abitazione.

Il percorso prevede anche un breve ricovero presso l’Ospedale di Carpi per il posizionamento chirurgico del catetere peritoneale. Successivamente il paziente torna a casa, il kit necessario gli viene consegnato direttamente al proprio domicilio per effettuare la dialisi e con il supporto della rete sanitaria, così come in seguito tutto il materiale necessario.

Nella pratica, questo significa che la persona non deve recarsi regolarmente in ospedale per effettuare il trattamento. Può continuare a vivere nella propria casa e, compatibilmente con le modalità prescritte, organizzare la dialisi all’interno della propria giornata. I dati del trattamento vengono trasmessi quotidianamente agli operatori attraverso il sistema di telemonitoraggio, permettendo alla rete nefrologica di seguire a distanza l’andamento della terapia e di intervenire in caso di necessità. Il controllo ambulatoriale avviene generalmente una volta al mese, rispetto ai circa 13 accessi mensili previsti per l’emodialisi in ospedale.

Il vantaggio più immediato è quindi la riduzione degli spostamenti, particolarmente significativa per le persone anziane e fragili che vivono in aree lontane dai centri ospedalieri. La possibilità di effettuare il trattamento nella propria abitazione consente di preservare maggiormente le abitudini quotidiane e rappresenta un elemento concreto di miglioramento della qualità di vita.

“La scelta della modalità di dialisi non è automatica – precisa Cimino – ma viene effettuata attraverso una valutazione complessiva, che tiene conto sia dei criteri clinici sia delle condizioni sociali e familiari della persona. La valutazione viene condotta insieme dal medico e dall’infermiere, perché è fondamentale verificare non solo l’idoneità clinica, ma anche la possibilità di gestire in sicurezza il trattamento a domicilio”.

Il modello richiede competenze specifiche e un’organizzazione dedicata, con il coinvolgimento di infermieri specializzati nella gestione della dialisi peritoneale e un monitoraggio costante del paziente. Al tempo stesso permette di ottimizzare l’impiego delle risorse assistenziali e di ridurre i costi rispetto alla dialisi tradizionale in ospedale. Al Congresso Nazionale della Società Italiana di Nefrologia dello scorso anno la dottoressa Cimino ha presentato i dati relativi ai costi delle due metodiche: la dialisi peritoneale offre una riduzione dei costi pari al 18% rispetto alla emodialisi in ospedale, associata a un incremento in termini di anni di vita e qualità della stessa.

L’estensione del servizio per i residenti nel distretto di Sassuolo e Vignola si inserisce nel più ampio percorso dell’AUSL di Modena per portare l’assistenza sempre più vicino ai luoghi di vita delle persone e rappresenta, in particolare, un ulteriore tassello del Progetto Salute della Montagna. Un modello che punta a garantire anche ai cittadini residenti nelle aree più distanti dai principali centri ospedalieri la possibilità di accedere a cure specialistiche senza che la distanza geografica diventi un ostacolo.

La dialisi peritoneale rappresenta così un esempio concreto di come l’innovazione organizzativa e tecnologica possa trasformarsi in un beneficio quotidiano per il paziente: meno viaggi verso l’ospedale, maggiore autonomia, monitoraggio continuo e una presa in carico che accompagna la persona anche a casa.

Nel caso la dialisi peritoneale non sia effettuabile per motivi clinici i pazienti potranno essere valutati per l’emodialisi domiciliare assistita da un infermiere al proprio domicilio secondo una procedura condivisa fra AUSL e AOU di Modena.