
Il Parlamento europeo ha approvato oggi con una larga maggioranza (474 a favore, 82 contrari e 28 astenuti) la propria posizione sulla revisione dei benchmark ETS calore e combustibile per il periodo 2026-2030 proposta dalla Commissione europea. Si tratta dei parametri utilizzati per assegnare le quote gratuite alle imprese esposte al rischio di delocalizzazione, a causa dei maggiori costi indotti dal sistema europeo sullo scambio delle emissioni di CO2.
Il testo approvato in plenaria dall’eurocamera introduce, per la prima volta, la previsione di parametri settoriali specifici che dovranno essere fissati per i settori delle piastrelle di ceramica e per quello dei materiali refrattari. Un’ampia maggioranza, trasversale alle diverse famiglie politiche europee, ha riconosciuto che il benchmark generale sui combustibili non riflette adeguatamente le prestazioni e le reali possibilità tecnologiche di questi settori.
Per Confindustria Ceramica è un passo decisivo di un percorso lungo e condiviso. Alla consultazione lanciata dalla Commissione sulla revisione dei benchmark hanno partecipato, accanto alle imprese, anche i territori, con il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna e dei Sindaci dei Comuni del distretto, a conferma che la questione riguarda l’intero sistema economico e sociale dei luoghi in cui si produce ceramica.
A Bruxelles il Governo ha portato le ragioni del settore e ha marcato, con la propria astensione al compromesso proposto in Consiglio dalla presidenza irlandese, la necessità di introdurre un correttivo limitato e specifico per il settore. Una posizione che ha trovato ora un riscontro anche nel Parlamento europeo.
«Questo voto riconosce le buone ragioni della ceramica – dichiara il presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi –. Avevamo chiesto all’Europa un segnale di attenzione ed è arrivato. Il Parlamento ha compreso che un parametro unico per tutti non è equo e penalizza ingiustamente un settore hard-to-abate, che ha investito oltre 4,5 miliardi in un decennio per ridurre le proprie emissioni e che non è inevitabilmente destinato al declino, ma che dipende dalle scelte politiche che si fanno. Ringraziamo tutti i parlamentari che hanno sostenuto questa impostazione, in modo trasversale ai gruppi politici, e ringraziamo il Governo e i territori per aver fatto squadra».
Confindustria Ceramica ricorda che il dossier non è chiuso. Si apre adesso la fase del trilogo, il negoziato interistituzionale nel quale Consiglio, Parlamento e Commissione devono concordare il testo finale.
«Ora dobbiamo essere tutti compatti per il trilogo – conclude Ciarrocchi –. Sappiamo che non sarà facile, ma bisogna portare a casa questo risultato essenziale per sostenere gli sforzi di decarbonizzazione in atto delle imprese ceramiche, mantenendo in Europa investimenti, innovazione e occupazione. Chiediamo a Governo e Parlamento di continuare a sostenere con decisione, nel negoziato, un benchmark settoriale per la ceramica».




