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L’ufficio del Garante in visita al Cie di Bologna

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L’Ufficio del Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna ha visitato il 5 agosto il CPTA di via Mattei, la cui
attuale denominazione è Centro di identificazione e di espulsione (CIE), a seguito della conversione nella L. 24 luglio 2008 n. 125 del decreto-legge 23 maggio 2008, contenente misure urgenti in materia di sicurezza pubblica.


Il Centro (Ente gestore ”La Misericordia”) nel corso del tempo si è strutturato in modo unico in Italia, dotandosi di un Progetto Sociale che,
in accordo con l’Ufficio del Garante e con l’intervento degli enti locali e di alcune associazioni, cooperative sociali, sindacati e volontari, autorizzati dalla Prefettura di Bologna, assicura maggiore attenzione alle persone, in una prospettiva di riduzione del danno derivante dal fallimento del progetto migratorio e dalla difficile accettazione del ritorno al paese di origine, nonché di intervento a tutela dei diritti fondamentali della persona, fornendo numerosi servizi, dai mediatori culturali (7), allo
psicologo, ai gruppi di mutuo-auto-aiuto, agli sportelli informativi, compreso quello per le donne che provengono da situazioni di sfruttamento sessuale, al recupero dei crediti di lavoro per i lavoratori in nero, ad attività ricreative. E’ presente una biblioteca che sta ricevendo libri da molte realtà cittadine, compresa l’Università di Bologna, che consente
anche lo svolgimento di tirocinii agli studenti presso il Centro.
Sono presenti 13 medici e 7 infermieri con assistenza sanitaria continuativa, salvo la necessità di ricoveri all’esterno e di intervento
del servizio pubblico, con cui c’è convenzione.
Al momento della visita erano presenti 82 trattenuti, di cui il 60% uomini e il 40% donne. Tra gli uomini ancora numerose le provenienze dal carcere, ma solo nella popolazione maschile. Purtroppo frequente la presenza di lavoratori e lavoratrici in Italia da molti anni che a seguito della perdita del posto di lavoro non hanno ottenuto il rinnovo del permesso di soggiorno. Sono presenti anche trattenuti con familiari in regola con il permesso di soggiorno.
Significativa la presenza di cinesi, circa una ventina. La capienza massima del Centro è pari a 95 persone.
Dai dati forniti dalla Direzione del Centro, relativi al periodo gennaio – giugno 2008, che aiutano la comprensione del fenomeno della immigrazione
clandestina, si può vedere come il numero delle espulsioni, effettivamente effettuate nei primi 6 mesi dell’ anno, è pari ad un terzo delle persone
entrate nel CPT, ma il dato deve essere letto tenendo conto che un numero elevato di trattenimenti non ha avuto convalida giudiziaria (61) e che un numero ancora più significativo di persone è stata rilasciato alla scadenza
del termine massimo di trattenimento (30+30) e ciò di solito accade per impossibilità di addivenire alla identificazione o perché alcuni paesi di origine non riconoscono i propri cittadini ai fini del rimpatrio.
Interessante anche è l’elevato e preponderante numero di persone provenienti dalla Serbia (317), nonché il numero dei richiedenti asilo
(25). Le richieste di permesso per motivi di protezione sociale sono 4.
La preoccupazione è che l’avviata riforma legislativa, che potrebbe consentire la permanenza nel centro di raccolta degli espellendi da 6 a 18 mesi, periodo che rappresenta a tutti gli effetti una vera e propria detenzione, senza la garanzie della legislazione penitenziaria e della magistratura di sorveglianza, possa comportare la compromissione dei risultati importanti sin qui ottenuti.
Intanto sono in cantiere, su iniziativa della Cgil, corsi di italiano da svolgersi sul posto e su iniziativa dell’ufficio della Garante, in accordo
con la Provincia, sono in preparazione corsi di formazione per gli operatori che lavorano nella difficile realtà del Centro.