“Dall’articolo apparso sulla stampa locale il 6 Novembre scorso la cittadinanza di Sassuolo è venuta a sapere che probabilmente i 4 comuni dell’appennino modenese a breve tempo, risulteranno appartenere all’Unione dei Comuni pedemontani dell’area che si snoda da Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, il tutto senza che la comunità sassolese o degli altri comuni, fosse stata informata o che vi fosse stato aperto un opportuno dibattito pubblico sulla questione. Ciò è grave!” Così il Gruppo Civico Conto anch’io a Sassuolo.
“La materia non è di poco conto e investe una serie di servizi a cui i comuni accederanno con risorse comuni, organi comuni e con politiche comuni; ma proprio qui stà il problema. Infatti per caratteristiche morfologiche, per caratteristiche che assumono le problematiche in materia sanitaria, assistenziale, di controllo del territorio tramite il servizio di polizia municipale (quelli enunciati nell’articolo in questione) le soluzioni divergono molto se sviluppate su un territorio montano rispetto ad un territorio della pianura. Proprio per questo e per dare risposta concreta a queste situazioni che sono nate le Comunità Montane le quali, devono servire a riunire i servizi di ogni singolo comune con iniziative comuni e con organi, che già adesso sono costituiti e operanti; per diminuire il numero di componenti occorre solamente definire regole chiare in statuto, e che le stesse fossero accettate dai singoli comuni costituenti. Vicino a noi, per tutta la montagna Reggiana esiste 1 sola Comunità montana a Castelnuovo né monti la quale risulta essere funzionante per le attività ed i servizi erogati.
Quello che non occorre certamente è costituire nuovi posti in seno agli organi istituzionali su cui politici possano sedere in numero maggiore rispetto ad ora, ingrossare e rendere farraginose le istituzioni mentre occorrerebbe fare funzionare quelle che vi sono ora, prendendo come modelli istituzioni simili operanti con successo sul territorio.
Non è vero che i 4 comuni montani non contano all’interno di un unica Comunità montana ma è invece vero che da tempo quella che essi stessi costituivano era ormai impedita ad operare dai forti dissidi tra i loro componenti che solitamente portavano ai margini tempistici del commissariamento regionale, cosa peraltro realizzata per la Comunità modena Est. I cittadini di Sassuolo non hanno certo bisogno di vedersi caricare sulle spalle problemi di territori che si trascinano da anni e che a nostro avviso sono frutto di sfide politiche che poco hanno a che fare con i bisogni e realtà dei fatti che ogni cittadino si trova ad affrontare quotidianamente.
Nel merito, ad esempio, un servizio di controllo del territorio con ausilio della polizia municipale porterebbe a spostare risorse, uomini, e mezzi su di un territorio ben più vasto di quello occupato in km quadrati dal comprensorio ceramico nel suo totale con notevole spreco di energie e risorse; meglio sarebbe organizzare tale servizio a livello montano costituendo distretti da cui operare, con assunzione di alcune unità per comune che, poste sul territorio possano essere in grado di conoscere e affrontare meglio i problemi influendo così in modo determinante nella loro risoluzione. Ciò che serve, come si vede è solo la volontà politica di fare e non di contare!! Seguendo il ragionamento che abbiamo proposto si vede quindi che per il territorio di Sassuolo tale unione non risulterà conveniente come pure per comuni che chiedono di entrare; basterebbe che 2 organizzazioni distinte accettassero di collaborare per iniziative mirate, mantenendo risorse e mezzi impegnati nelle rispettive specificità.
Non verremmo che questo fosse il prologo alla giustificazione dei lauti stipendi che alcuni dirigenti di Sassuolo si vedono riconosciuti e che oggi si auto-riconoscono, creando baracconi ingestibili dove responsabilità o meriti si confondano tra loro finendo di premiare solo le persone che si trovano in cima all’organigramma senza che nessun controllo possa risultare efficace; e si sà, nella confusione c’è sempre chi ne approfitta , sempre e solo ai danni delle tasche della gente!!
Naturalmente sino a quando nelle tasche rimane qualcosa…finchè c’è”.
(Piccinini Dott. Ivano, Presidente del Gruppo Civico Conto anch’io a Sassuolo)





