Dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere in corso di esecuzione e 26 arresti già effettuati: è il bilancio – dopo un anno di indagini – di un’operazione condotta dal Gico della Guardia di Finanza di Trieste nei confronti di un’organizzazione di trafficanti di droga italo-marocchina.
Le Fiamme Gialle hanno sequestrato circa una tonnellata di hashish, altre rilevanti partite di cocaina e ingenti valori patrimoniali nella disponibilità dei trafficanti ed effettuato 20 perquisizioni domiciliari, in stretto coordinamento con i Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Parma, Reggio Emilia, Forlì, Ravenna, Brescia, Varese, Verona, Treviso e Padova.
Un centinaio gli uomini impiegati nel blitz, con l’ausilio delle unità cinofile della Guardia di Finanza.
I componenti della banda importavano enormi quantitativi di hashish e di cocaina provenienti dal Nord Africa.
La droga sequestrata nel corso dell’indagine avrebbe fruttato sul mercato italiano circa 2 milioni e mezzo di euro. I provvedimenti emessi dal gip di Trieste, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, comprendono il sequestro di un grande capannone industriale che, pur figurando come vivaio per piante, serviva da copertura per l’occultamento e la custodia dei carichi di droga prima della redistribuzione su tutto il territorio nazionale.
Il magazzino, localizzato dagli investigatori nel corso di pedinamenti e appostamenti effettuati con il supporto delle più sofisticate tecniche investigative, si trova nelle vicinanze di una piccola località in provincia di Parma, Torrile.
La droga prendeva poi la strada della Lombardia, della Toscana, del Veneto e delle Marche, dove lo spaccio veniva gestito da marocchini in collaborazione con italiani ben inseriti nell’ambiente dei consumatori di sostanze stupefacenti.
Sotto sequestro anche il conto corrente di uno dei marocchini al vertice del gruppo criminale, sul quale transitavano i guadagni e i flussi finanziari provento del traffico di stupefacenti.





