Il sindaco ha presentato, con l’assessore all’Urbanistica Ugo Ferrari, il Piano strutturale comunale che delinea la città dei prossimi 15 anni: 180mila abitanti, crescita e dispersione urbana contenute, tessuti urbani rigenerati, tutela del territorio e obiettivi strategici per il ruolo della città.
ADOZIONE E OSSERVAZIONI – “Prevediamo l’adozione del Piano strutturale comunale entro marzo. Non vogliamo con ciò chiudere alcuna porta a un confronto che è sempre stato assai ampio e approfondito, con tutti i cittadini e con le associazioni. Nei prossimi giorni adotteremo un modello che dà risposte alle domande dei cittadini, è un prodotto il più possibile condiviso e rappresentativo delle loro aspirazioni. Dopo l’adozione, si aprirà il periodo delle osservazioni, una fase di ulteriore approfondimento e condivisione, della durata di sei mesi, prima dell’approvazione definitiva. L’adozione, dunque, non esaurisce il compito del confronto e non rappresenta un atto d’imperio alla fine del mandato: tanto che, in ipotesi, l’amministrazione che uscirà dalle prossime elezioni potrà presentare e adottare un altro Piano, se non condividerà i contenuti di questo. Adottare il Psc ora è piuttosto un atto dovuto di serietà amministrativa”.
Così il sindaco Graziano Delrio, intervenuto oggi pomeriggio alla presentazione alla stampa del Piano strutturale comunale (Psc) di Reggio, insieme con l’assessore all’Urbanistica, Ugo Ferrari.
I NUMERI DELLA PARTECIPAZIONE – A riprova del percorso partecipativo che sta alla base del Psc, Delrio ha ricordato fra l’altro la Conferenza di pianificazione, che ha richiesto 11 sedute per 300 invitati ed è stata accompagnata da numerosi incontri con i singoli partecipanti. Inoltre i 200 gli incontri di varia natura promossi dall’inizio della consigliatura, che hanno coinvolto migliaia di cittadini. E poi gli incontri istituzionali a vari livelli, una ventina di commissioni consiliari e i 30 gruppi di lavoro nelle Circoscrizioni con migliaia di cittadini partecipanti. Il lavoro dei giovani architetti per la riqualificazione delle Ville, in dialogo con i residenti.
ALLE ASSOCIAZIONI PERPLESSE – “Alcune associazioni di categoria – ha proseguito il sindaco – hanno espresso perplessità, in modo più che legittimo. Voglio rassicurare però su alcuni punti: il Psc non porta con sé ostacoli allo sviluppo, piuttosto lo razionalizza, riordina gli ambiti produttivi e residenziali, rispondendo a una richiesta forte, molto forte e condivisibile della città di contenimento della dispersione urbana sul territorio. A chi è perplesso voglio dire che nuovi spazi di mercato sono disponibili, purché vi sia un’edilizia di qualità, attenta all’ambiente e al risparmio energetico, rispettosa di quell’80 per cento di territorio agricolo che ancora costituisce il comune di Reggio, con un contenuto di innovazione che è proprio di tutte le parti del Piano. Questo Psc porta a valore le scelte innovative compiute dall’Amministrazione in questi anni, nell’ambito dell’urbanistica e dell’edilizia: contenere la crescita e la dispersione urbana, rigenerare i tessuti urbani, prevedere ambiti di sviluppo di qualità, tutelare e valorizzare il territorio e l’ambiente, definendo nello stesso tempo ruolo e obiettivi della città. Ecco quindi la creazione, ad esempio, di spazi per l’industria ecologicamente attrezzati e individuati in due poli produttivi: Mancasale e Gavassa-Prato; l’edilizia residenziale pubblica; il tessuto ambientale rigenerato e salvaguardato; i Poli d’eccellenza”.
INTERVENTI DIRETTI – “Con questi presupposti – ha aggiunto Delrio – interventi edilizi diretti, come quelli che hanno sconvolto la tipicità, l’identità di vari quartieri saranno per ovvie ragioni limitati”.
Su questo tema, l’assessore Ferrari ha spiegato che “tra il 2001 e il 2006 nella nostra città gli interventi diretti in edilizia sono stati il 57 per cento del totale, mentre i Piani urbani di attuazione-Piani particolareggiati sono stati il 43 per cento. Con il Psc, gli interventi diretti scenderanno al 20 per cento, mentre i Pua saranno l’80 per cento. Il cambio di indirizzo, anche in questo, è evidente. Dobbiamo risparmiare territorio agricolo, impedendo la trasformazione di villette unifamiliari in condomini o la creazione di veri e propri villaggi residenziali in aperta campagna; il tutto senza infrastrutture necessarie”.
UNA CITTÀ PER 180MILA ABITANTI – “Con questo modello di Psc – ha aggiunto Ferrari – Reggio avrà una crescita nei prossimi 15 anni stimabile in 18mila abitanti, divenendo quindi una città di 180mila residenti. In questo arco temporale si prevede la creazione di 12mila alloggi, che derivano prevalentemente dalle previsioni residue del Prg vigente. Si passerà da una media annuale di 1.500 alloggi a 800-900 alloggi, di cui 165 di edilizia residenziale sociale”.
EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA – Su questo tema, l’assessore Ferrari ha sottolineato che “oggi esistono 2.700 alloggi di edilizia residenziale pubblica in città, mentre il Psc prevede di aggiungerne 2.400, rispondendo a una domanda crescente”.
DUE SOLE AREE DI ESPANSIONE – All’edilizia sono destinate due sole nuove aree di espansione, a Pratofontana e Fogliano, con obiettivi di piena leggibilità in tema di delocalizzazioni: “Le nuove aree previste dal Psc non sono state inserite per ulteriori espansioni – ha precisato l’assessore – ma per contenere la dispersione urbana in territori agricolo e contenere la rendita fondiaria; rendere credibili e coerenti le politiche di delocalizzazioni e trasferimento di aziende esistenti”.
LA VIA EMILIA E LE VILLE – Il Piano del Servizi e le proposte progettuali dei pool di giovani architetti, parti integranti del Psc, rientrano nella filosofia del “non espansione, ma inclusione urbanistica”. Oggi, ha ricordato l’assessore, “nelle Ville vive il 38 per cento dei reggiani, mentre alla metà degli anno Novanta vi risiedeva non più del 18 per cento. Solo questi dati fanno immaginare le trasformazioni avvenute. Su questo tessuto interveniamo con riqualificazioni e valorizzazione delle identità e degli spazi pubblici”. E riguardo alla Via Emilia, Ferrari a ribadito “basta con l’edificazione indiscriminata lungo l’asse stradale. I cunei verdi e i coni visivi liberi saranno tutelati”.
POLI D’ECCELLENZA E COMMERCIO – Ferrari ha concluso ricordando i sette Poli d’eccellenza che definiscono ruolo e obiettivi futuri della città: Reggiane, città storica, Ville estensi, San Lazzaro, Zona Nord, parco dello sport e tempo libero, Via Emilia (slide da pagina 33 a 40). Inoltre, riguardo al commercio, la valorizzazione degli ambiti della città storica e dei quartieri Nord e Sud.
Al Psc si integrano il Piano urbano della mobilità (Pum), già approvato e il Regolamento urbanistico edilizio (Rue), che sarà adottato contestualmente.





