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L’industria ceramica italiana nel 2025 fattura 7,5 miliardi di euro con 242 imprese e oltre 25.500 addetti diretti

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L’industria ceramica italiana nel 2025 fattura 7,5 miliardi di euro con 242 imprese e oltre 25.500 addetti direttiConfindustria Ceramica ha presentato le indagini statistiche per l’anno 2025 relative alle imprese attive nella produzione di piastrelle e lastre, ceramica sanitaria, porcellana e stoviglieria, materiali refrattari, ceramica tecnica e laterizi. Complessivamente sono 242 le aziende in Italia, che occupano 25.550 addetti diretti e fatturano quasi 7,5 miliardi di euro. L’internazionalizzazione produttiva in Europa e Nord America, da parte di aziende controllate da ceramiche italiane, supera i 900 milioni di euro di fatturato. Nel pomeriggio l’Assemblea sarà chiamata a rinnovare il Presidente ed i cinque vicepresidenti dell’Associazione.

Le piastrelle di ceramica prodotte in Italia

Sono 117 le aziende presenti in Italia che nel corso del 2025 hanno prodotto 390,9 milioni di metri quadrati (+5,7%) ed occupano 17.676 addetti diretti. Le vendite complessive sono state di 386,9 milioni di metri quadrati (+2,3%), con l’Italia a 85,2 milioni di metri quadrati (+0,6%) mentre l’export si attesta a 301,7 milioni di metri quadrati (+2,8%). Il fatturato totale delle aziende italiane di piastrelle supera i 6,0 miliardi di euro (-0,4%), derivanti per 5 miliardi dalle esportazioni (-0,1%; quota del 82% sul fatturato) e per 1,0 miliardo di euro da vendite in Italia. Gli investimenti raggiungono 321 milioni di euro, in calo del 16%, pari al 5,3% del fatturato.

La ceramica sanitaria

Sono 31 le aziende industriali produttrici di ceramica sanitaria in Italia, di cui 28 localizzate nel distretto di Civita Castellana (Viterbo). L’occupazione complessiva è di circa 2.700 dipendenti diretti e la produzione è pari a 3,1 milioni di pezzi. Il fatturato è di 415 milioni di euro, con vendite sui diversi mercati esteri per circa 165 milioni di euro (40% del totale).

L’industria dei materiali refrattari

Le 29 aziende attive nella produzione di materiali refrattari occupano 1.540 addetti, con una produzione di 270.200 tonnellate. Il fatturato totale è in flessione rispetto allo scorso anno (326 milioni di euro; -6%) e deriva da vendite sul territorio nazionale per oltre 152 milioni di euro, con esportazioni pari a 173 milioni.

Il settore dei laterizi

Il settore dei produttori italiani di laterizi si compone di 57 imprese, la cui occupazione ammonta a 3.000 addetti: nel 2025 il fatturato è stato di 650 milioni di euro, principalmente realizzato sul mercato italiano. La produzione totale ammonta a 4,0 milioni di tonnellate.

Le stoviglie in ceramica

Le 8 aziende industriali occupano circa 680 dipendenti, con volumi di produzione e vendita in quantità pari a 9.600 tonnellate. L’attività sul mercato domestico rappresenta il 77% delle vendite totali. Il fatturato 2025 è pari a 60 milioni di euro (+4%), il 62% realizzato in Italia.

Così il Presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi

“Se chiediamo a un cittadino di Sassuolo che cosa sono i benchmark ETS, probabilmente non saprà rispondere anche se da questo dipendono migliaia di posti di lavoro in questo territorio. Il benchmark è il valore di riferimento che determina i costi per il sistema delle imprese. Si basa su un meccanismo che, se non modificato, rischia di compromettere in modo irreversibile l’esistenza dell’industria ceramica italiana. La necessità della sua revisione e le posizioni da rappresentare alla Commissione europea sono state condivise anche con la Regione Emilia-Romagna, diversi Comuni del Distretto, le Organizzazioni Sindacali di categoria, Acimac. Questo è un segnale di sistema straordinario, che ci dà fiducia.

Adesso si apre una partita ancora più grande. A luglio la Commissione europea presenterà la revisione complessiva della direttiva ETS che ridiscute l’intero impianto del sistema. Insieme a Confindustria ed ad altre associazioni imprenditoriali soggette all’ETS abbiamo commissionato all’Università Bicocca di Milano uno studio che mostra, almeno per il settore manifatturiero, come l’ETS rischi di essere diventato non uno strumento di decarbonizzazione, ma una macchina di distruzione del valore industriale europeo. Produzione che si sposta altrove, emissioni che rimangono uguali nel mondo ma escono dalla nostra contabilità, e comunità industriali – come la nostra – che pagano il prezzo più alto.

Il commercio internazionale sia delle piastrelle che della ceramica sanitaria registra importazioni da paesi extra UE che ricevono aiuti di Stato e praticano dumping economico, ambientale e sociale: mi riferisco ad India e Cina, ma non solo. Nel mercato europeo, gli oltre 50 milioni di metri quadrati di piastrelle di ceramica prodotte dall’India superano il 50% del totale di tutte le importazioni europee, con una crescita nelle quote di mercato particolarmente rapida. Positivo che i dazi del 13% delle stoviglie siano stati alzati al 79%, riequilibrano una situazione di oggettiva distorsione: l’Associazione continuerà ad agire in questa direzione per tutti i suoi comparti.

Il nostro impegno per la sostenibilità riguarda anche la logistica. Nel 2025 dal porto di Ravenna sono transitate 3,9 milioni di tonnellate di materie prime destinate al nostro settore, di cui solo l’8% trasportato via ferrovia. Presenteremo un progetto alla Regione Emilia – Romagna, assieme ad operatori di questo sistema, con l’obiettivo di arrivare ad 1 milione di tonnellate movimentate su treno già dal prossimo anno. La nostra posizione sulla necessità di realizzare infrastrutture per il futuro della logistica del distretto – e non per i 50 anni che sono passati invano – è ben nota. Chiediamo vengano realizzate infrastrutture indispensabili quali la Bretella Campogalliano – Sassuolo e la Cispadana, il raddoppio della Pedemontana a Sassuolo, il terzo ponte sul Secchia ed il collegamento ferroviario tra gli scali di Dinazzano e Marzaglia.

Cersaie anche quest’anno si conferma l’appuntamento fondamentale per il mercato internazionale e punta a confermare i valori dello scorso anno. Una fiera in continua evoluzione che presenta già ora due novità. Ad inizio maggio abbiamo iniziato ‘Road to Cersaie’, una serie di incontri con professionisti del progetto realizzati assieme ad alcune testate di architettura ed interior design in diverse città del nord Italia. L’impegno per la sostenibilità caratterizza anche l’organizzazione di Cersaie: abbiamo ottenuto la certificazione ISO 20121 per eventi sostenibili da parte di Bureau Veritas. Non un traguardo ma un punto di partenza che dimostra quanto la responsabilità sia ormai un elemento centrale dell’esperienza fieristica ed un valore atteso da espositori, buyer e stakeholder internazionali. Alcuni dati importanti: il consumo totale di energia si è contratto del 3% rispetto al 2024; i rifiuti prodotti sono calati del 12% mentre le iniziative di trasporto collettivo – mediante bus e treni – hanno evitato l’emissione di circa 76,5 tonnellate di CO2 in atmosfera. Cersaie, a Bologna dal 21 al 25 settembre, resta l’evento imperdibile per tutta la migliore clientela mondiale”.

In occasione dell’Assemblea i giardini dell’Associazione hanno ospitato la mostra Ceramic People di Elena Pellesi: “A Sassuolo la ceramica non è solo un materiale. E’ il modo in cui guardiamo il mondo”