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I Sindaci dell’Unione del Distretto Ceramico sull’Opera Pia Castiglioni

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I Sindaci dell’Unione del Distretto Ceramico sull’Opera Pia CastiglioniL’Opera Pia Castiglioni rappresenta da sempre un patrimonio prezioso per il nostro territorio: non solo una struttura, ma un presidio di cura e assistenza che negli anni ha costruito competenze, relazioni umane e professionali per le persone anziane e le loro famiglie. Ed è proprio da qui che parte la riflessione dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico: come garantire, anche in futuro, la stessa qualità di cura che questa realtà ha sempre offerto?

La risposta nasce da un contesto che è profondamente cambiato. Gli enti locali oggi si muovono dentro vincoli normativi stringenti su bilanci e assunzioni, che rendono difficile continuare a gestire in modo interamente pubblico servizi così complessi e delicati come quelli socio-sanitari. A questo si aggiunge un quadro complesso legato all’accreditamento regionale in fase di revisione, nonché una diffusa crisi di disponibilità di personale infermieristico che interessa tutte le strutture socio sanitarie e le stesse Aziende Sanitarie, in continua ricerca di personale. A causa di questi vincoli, ad oggi già buona parte del personale in forza alla struttura è inserito tramite contratti di somministrazione.

Come Unione crediamo fortemente nel modello pubblico e infatti abbiamo assunto e stiamo continuando ad assumere molti operatori, riducendo le esternalizzazioni.

Di fronte alla specificità dell’Opera Pia Castiglioni, abbiamo esplorato tutte le strade possibili. Fra le alternative prese in considerazione c’è stata in primo luogo la trasformazione in ASP (Azienda Servizi alla Persona), rivelatasi però infattibile per motivi contrattualistici. È stata poi verificata direttamente con l’AUSL la possibilità di farle assumere la gestione diretta della struttura, ma l’Azienda Sanitaria ci ha risposto ufficialmente che l’ipotesi non é percorribile.

Escluse queste strade, l’Unione ha individuato una strada precisa: non abbandonare il proprio ruolo, ma ridefinirlo. L’ente pubblico si concentrerà su ciò che gli compete di più — indirizzo, programmazione, controllo e definizione degli standard qualitativi — mentre la gestione operativa della struttura sarà affidata a un partner specializzato, scelto attraverso procedura ad evidenza pubblica per la sua capacità di garantire stabilità, personale qualificato e continuità assistenziale nel tempo.

Non si tratta quindi di una privatizzazione che allontana il pubblico dalle persone, ma di un cambio di funzione: il Comune e l’Unione restano garanti della qualità senza abdicare al proprio ruolo di vigilanza come già viene fatto per altre strutture dell’Unione del Distretto Ceramico. Per assicurare che questo passaggio garantisca il mantenimento della qualità del servizio, verrà istituito un Comitato di Garanzia, un organismo di monitoraggio che coinvolgerà famiglie, rappresentanti istituzionali, lavoratori, tecnici e sindacati, con il compito di vigilare costantemente sul rispetto degli standard e sulla trasparenza della gestione. Questo strumento permetterà di esercitare un controllo puntuale e continuo, offrendo alle famiglie un canale diretto di verifica e partecipazione.

Accanto a questo, l’Unione intende rafforzare anche le politiche territoriali per la fragilità, sviluppando in particolare supporti aggiuntivi al domicilio di carattere innovativo orientati a rispondere a bisogni sempre più complessi in una logica di anticipo e di risposta più diffusa, in linea con la nuova centralità che il modello regionale attribuisce agli interventi di prossimità. L’obiettivo è costruire una rete di servizi più ampia, capace di sostenere le persone nella propria casa, accompagnare le famiglie e i caregiver, e integrare residenzialità, domiciliarità e territorio in un sistema di welfare più moderno e diffuso.

Un’attenzione particolare viene infine riservata ai lavoratori della struttura, il cui valore professionale e umano viene riconosciuto come parte integrante della qualità costruita negli anni. L’impegno dell’amministrazione è salvaguardare l’occupazione, valorizzare le competenze acquisite e accompagnare qualunque transizione con strumenti di tutela e confronto.

La centralità della struttura e dei suoi servizi alla comunità viene confermata anche dall’impegno sugli investimenti per la parte alberghiera del servizio stesso con gli interventi di questi giorni effettuati per il risparmio energetico (con l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico che contribuisce all’autonomia energetica della struttura), e per il comfort climatico con l’installazione di un nuovo impianto di condizionamento.

In sintesi, la trasformazione dell’Opera Pia Castiglioni nasce dalla necessità di ridefinire il perimetro dell’impegno pubblico adattandolo a un contesto più complesso, individuando un modello capace di garantire, oggi e domani, la stessa cura e la stessa attenzione che questa realtà ha sempre rappresentato per il territorio.