
Domenica sera al Mapei Stadium il Sassuolo affronta la Juventus di Spalletti. Il tecnico neroverde chiede un altro passo avanti nel percorso di crescita: «Dobbiamo provare a fare le nostre cose a prescindere dall’avversario». Bakola recuperato, Walukiewicz ancora fuori. Bowie da valutare, Esposito può partire dall’inizio.
La Juventus come avversario, ma soprattutto come misura del Sassuolo che sta nascendo. Alberto Aquilani presenta così la sfida di domenica sera al Mapei Stadium, quarto appuntamento del campionato neroverde dopo Atalanta, Torino e Bologna. Un altro salto di difficoltà, forse il più alto affrontato finora, ma anche l’occasione per capire quanto la squadra sia già capace di riconoscersi nelle idee sulle quali lavora dall’inizio della stagione.
Il concetto sul quale Aquilani insiste più di ogni altro è chiaro: rispetto per la forza della Juventus, senza rinunciare alla propria identità.
«Affrontiamo una squadra di livello assoluto, ma dobbiamo continuare a credere in quello che facciamo a prescindere dall’avversario. Mi aspetto una crescita: dobbiamo provare a fare le nostre cose indipendentemente da chi abbiamo davanti».
È probabilmente qui che si trova il significato più interessante di Sassuolo-Juventus. Non soltanto nei punti in palio o nella differenza di valori tra le due rose, ma nella capacità dei neroverdi di portare il proprio calcio anche dentro una partita nella quale, inevitabilmente, ci saranno momenti da vivere in maniera diversa.
NON SNATURARSI
Aquilani conosce la forza della squadra di Luciano Spalletti e non prova a nasconderla.
«Quando affronti queste squadre temi un po’ tutto. La Juventus è strutturata e costruita per competere ai massimi livelli».
La soluzione, però, non può essere quella di trasformare il Sassuolo in qualcosa che non è.
«Se la partita ce lo permetterà dovremo cercare di non snaturarci e competere con le nostre armi. Poi la forza dell’avversario potrà costringerci a soffrire di più, a essere anche un po’ più sporchi. Dovremo essere bravi a fare la nostra partita ma anche ad adeguarci a quello che succederà dentro la gara».
Non è una contraddizione. È semmai uno dei passaggi sui quali Aquilani sta cercando di far crescere la squadra: avere un’identità senza diventare prigionieri di un solo modo di giocare.
Contro la Juventus servirà qualità quando sarà possibile averla, ma anche capacità di resistere quando la partita prenderà una direzione differente.
CORAGGIO, PERSONALITÀ E ATTENZIONE
Alla domanda su quale caratteristica sarà più importante tra coraggio, attenzione e personalità, Aquilani rifiuta di sceglierne una.
«Una senza l’altra vale poco».
Per giocare il calcio che ha in mente, spiega il tecnico, serviranno tutte insieme.
«Ci vuole coraggio, ci vuole personalità e poi l’ambizione di volersi confrontare con squadre più strutturate. Abbiamo delle armi che, a mio avviso, possono fare male anche a queste squadre».
Il Sassuolo, però, dovrà evitare di portare la Juventus sul terreno nel quale i bianconeri possono far pesare maggiormente forza ed esperienza.
«Se ci mettiamo alla pari o andiamo a giocare a braccio di ferro con determinati giocatori diventa più difficile. Questo non significa che, se dentro la partita ci sarà da farlo, non dovremo farlo. Anzi, dovremo farlo in maniera molto decisa».
È un equilibrio sottile: avere il coraggio di proporre senza confondere il coraggio con l’incoscienza.
AQUILANI E LA CRESCITA DEI GIOVANI
C’è poi un altro tema che accompagna queste prime settimane di campionato: la crescita di una squadra che presenta diversi giocatori molto giovani.
Aquilani cita indirettamente il percorso di elementi come Adžić e Bakola e parte da un principio semplice.
«Sono giocatori bravi e questa per me è già la base più importante. Dal giocatore bravo puoi cercare di tirare fuori le caratteristiche».
Ma è soprattutto sul piano mentale che il tecnico pretende un salto.
«Chiediamo coraggio e voglia di stare dentro la partita, con la palla e senza palla, per tutti i novanta minuti e non a sprazzi. A volte il giovane si accontenta quando fa una cosa buona. Io invece pretendo che la crescita parta proprio da lì: la cosa buona va bene, ma per fare lo step bisogna rifarla».
Non accontentarsi, dunque. Per Aquilani il talento diventa davvero utile quando riesce ad avere continuità dentro la partita.
Ed è proprio la disponibilità del gruppo a convincerlo.
«Ho trovato ragazzi curiosi, con l’attitudine a voler crescere. C’è un mix tra giovani e meno giovani che si aiutano e che aiutano anche me. Questa è la base per cercare di fare le cose bene».
BAKOLA TORNA, WALUKIEWICZ ANCORA FUORI
Dalla conferenza arrivano anche indicazioni importanti sulle condizioni della rosa.
La buona notizia riguarda Darryl Bakola. «Sta meglio, si è allenato ed è un giocatore recuperato», conferma Aquilani.
Resta invece indisponibile Sebastian Walukiewicz, che non ha ancora ripreso ad allenarsi con il gruppo.
Procede anche il recupero di Daniel Boloca, assente da tempo per un problema che richiede maggiore cautela.
«Daniel sta meglio. È stato fuori tanto e ha avuto un problema particolare, quindi con lui la gestione è diversa. Adesso si rivede in campo e mi auguro possa tornare presto a disposizione, ma dobbiamo andare più cauti».
Da valutare fino all’ultimo, invece, Kieron Bowie. L’attaccante ha rimediato un forte colpo nella trasferta di Bologna e durante la settimana ha lavorato prevalentemente a parte.
«Ieri ha fatto qualcosa con noi, oggi lo valuteremo».
ESPOSITO È PRONTO
L’eventuale assenza di Bowie potrebbe aumentare le possibilità di vedere Sebastiano Esposito, uno degli ultimi arrivati, fin dal primo minuto.
Aquilani non chiude affatto la porta.
«È un giocatore che abbiamo preso perché per noi è molto importante. Nel suo percorso di inserimento gli mancano quei venti-trenta minuti che pensavo di fargli fare a Bologna, poi la partita ci ha portato a valutazioni diverse. Sta bene ed è un giocatore che può già giocare».
Una candidatura, quindi, più che concreta.
QUEL PASSATO ALLA JUVENTUS
Per Aquilani la partita avrà anche un piccolo significato personale. Nella sua carriera da calciatore ha infatti vestito la maglia bianconera nella stagione 2010-11.
Un’esperienza vissuta in una fase particolare della storia juventina, ma che il tecnico ricorda con piacere.
«La Juventus è un grande club. Ho avuto la fortuna di farne parte, anche se in un’annata un po’ particolare. Ho assaporato quello che significa Juventus, ho avuto un buon rapporto con tutti e rimane uno dei club più importanti d’Italia e d’Europa».
Domenica sera, però, i ricordi resteranno inevitabilmente fuori dal campo.
Dentro ci sarà un Sassuolo chiamato a un esame diverso dai precedenti. Non necessariamente a dimostrare di essere già arrivato, ma a confermare di sapere dove vuole andare.
Dopo Atalanta, Torino e Bologna, la Juventus rappresenta un altro gradino del percorso. E Aquilani non chiede alla sua squadra di cambiare strada per affrontarlo. Chiede esattamente il contrario: avere abbastanza coraggio e personalità per continuare a percorrere la propria, anche quando davanti c’è una delle squadre più forti del campionato.




