Tutti d’accordo, in linea di principio, quando si trattava di istituire il Consiglio comunale delle Ragazze e dei Ragazzi. Ma quando si è trattato di renderlo concretamente operativo, una parte dell’opposizione si è astenuta, proprio sul regolamento che lo rende operativo.
La politica dovrebbe essere una missione seria, non un palcoscenico per sceneggiate, sul quale agitare sospetti generici e facili slogan. Ieri sera, in Consiglio comunale, abbiamo assistito una volta di più al grottesco spettacolo di chi, pur di alimentare polemiche e costruire una narrazione di parte, rinuncia a un’occasione concreta per avvicinare le istituzioni alla comunità.
Le motivazioni dell’astensione sono infatti state poco convincenti: dal tentativo di instillare nel cittadino dubbi sull’opacità dell’affidamento, fino al timore, davvero ingiustificato, che la presenza del sindaco possa “indottrinare” ragazzi e ragazze di dodici anni.
Obiezioni pretestuose, che non reggono al confronto con il testo effettivamente approvato, che prevede ruoli chiari, garanzie di trasparenza e la piena autonomia delle voci dei giovani.
Non si tutela la democrazia impedendo ai ragazzi di incontrare il primo rappresentante delle istituzioni cittadine; non si educano i giovani alla partecipazione trattandoli come soggetti da proteggere dal confronto, invece che come cittadini in formazione, capaci di fare domande, esprimere idee e dissentire.
Il Consiglio comunale delle Ragazze e dei Ragazzi non è un adempimento burocratico né un’iniziativa da esibire, ma uno strumento reale per avvicinare i giovani alle istituzioni, responsabilizzarli e dargli voce. Meritava lo stesso voto unanime con cui era stata approvata la sua istituzione.
Chi sceglie l’astensione per ragioni di opportunità politica, invece che per motivazioni concrete e verificabili, perde un’occasione importante: dimostrare che, almeno sul futuro dei nostri ragazzi, la politica può trovare una strada comune. Il futuro appartiene a giovani capaci di pensare, scegliere e partecipare. Il nostro compito è metterli nelle condizioni di farlo.




