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Giuseppe Bove (PD): Corte dei Conti, nessuna emergenza: l’opposizione ingigantisce un richiamo formale

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Giuseppe Bove (PD): Corte dei Conti, nessuna emergenza: l’opposizione ingigantisce un richiamo formale

Leggo con attenzione la nota del collega Lucenti sulla deliberazione n. 141/2026/VSG della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna, che riguarda il rendiconto 2024. Credo sia utile riportare la questione alla sua giusta dimensione.

Nessuno contesta che i rilievi della Corte vadano presi sul serio. L’amministrazione dovrà chiarire le differenze di saldo con alcune partecipate, acquisire le asseverazioni mancanti e documentare gli interventi correttivi. È l’ordinario percorso di una verifica contabile, e il Comune lo seguirà con la dovuta attenzione.

Tra un richiamo a regolarizzare la documentazione e la narrazione di “conti poco chiari” c’è un abisso, e la nota di FdI lo ignora deliberatamente. Trasformare un rilievo di natura documentale in un presunto problema di trasparenza sui soldi dei cittadini non è un esercizio di controllo, ma una forzatura costruita per fare titolo. Lo ammette perfino il consigliere Lucenti, quando scrive che dalla deliberazione non emergono ammanchi né danni economici: una precisazione sepolta a metà testo, mentre il titolo e l’impostazione dell’intero comunicato lasciano intendere ben altro.

Non è solo la mia lettura. Durante il dibattito in Consiglio anche altri consiglieri di maggioranza, tra cui il consigliere Caselli, hanno letto la deliberazione nello stesso modo. Caselli ha osservato che il documento si traduce in un richiamo su «questioni formali», auspicando che non siano sostanziali, e che evidenzia «omissioni formali o inesattezze formali» su cui il Comune deve mettersi in regola. È una valutazione prudente e puntuale, lontana dai toni di allarme presenti nella nota.

Inoltre va detto anche come si è svolto il confronto. La deliberazione è stata depositata il 21 ottobre e la questione è stata portata in discussione nella prima seduta utile del Consiglio, il 29 ottobre, a soli otto giorni dal deposito. Sul merito dei rilievi della Corte, l’opposizione non ha portato elementi di sostanza per sollevare eccezioni. Ha preferito contestare l’operato della Segretaria comunale in merito a presunti ritardi nelle comunicazioni, quando invece ogni passaggio si è svolto nel pieno rispetto dei termini di legge e l’operato della Segretaria è stato del tutto legittimo. In questo modo si colpisce un organo di garanzia che in questi anni ha sempre dimostrato professionalità e responsabilità, a tutela della correttezza degli atti e dell’intera comunità. Mettere in discussione chi ha agito correttamente è l’ultima spiaggia di chi non ha più motivazioni valide da opporre. Non aggiunge trasparenza al dibattito e sposta l’attenzione dai fatti alle persone.

La trasparenza sul denaro pubblico è un dovere, su questo concordo con il collega Lucenti. Proprio per questo servono precisione e proporzione: un richiamo formale resta un richiamo formale e non si trasforma in uno scandalo a colpi di titoli.

 

Giuseppe Bove
Consigliere comunale PD  Sassuolo