Sabato 7 novembre 2026, alle ore 17:00, nella Galleria d’Arte di via Fenuzzi a Sassuolo, si inaugura la mostra personale di Carmellina Arestia, a cura di Tina de Falco.
Ci sono artisti che, attraverso la pittura, cercano un luogo nel quale riconoscersi. Per Carmellina Arestia quel luogo sembra essere il mare, soprattutto quello che non si mostra in superficie, ma vive nelle profondità, dove la luce cambia, i colori si trasformano e la natura assume forme sorprendenti.
Curare questa mostra ha significato per me entrare nel suo percorso artistico, osservare le sue opere, cercare tra i diversi soggetti e linguaggi pittorici ciò che sentivo più profondo, più autentico e significativo.
Ho voluto compiere una scelta: spogliarla, per quanto possibile, di quella freddezza che talvolta appartiene alle rocce, alle superfici dure, alle forme più immobili della materia, per accompagnarla là dove, a mio avviso, la sua pittura trova una dimensione più naturale: nel profondo del mare.
È qui che Carmellina sembra stare bene, qui che pare riconoscersi, quasi fosse lei stessa una creatura marina, parte di quell’universo sommerso che dipinge con tanta partecipazione.
I suoi fondali diventano così veri e propri giardini fioriti sotto il blu del mare. Coralli, organismi, forme e colori si incontrano e si trasformano, dando vita a paesaggi ogni volta diversi, nei quali la realtà lascia spazio all’immaginazione e alla meraviglia.
Il blu è il grande protagonista di questo viaggio. Non è soltanto il colore dell’acqua, ma sembra diventare il colore dell’anima, della nostra interiorità, di tutto ciò che vive oltre la superficie e che spesso non riusciamo a vedere.
La pittura di Carmellina Arestia non si limita a rappresentare il mondo sommerso: lo reinventa. Ogni soggetto viene trasformato, immerso in una dimensione sospesa, dove le forme della natura acquistano una nuova identità. Di fronte alle sue opere si rimane stupiti, quasi attoniti, per la capacità dell’artista di governare il colore e di trasformarlo in emozione.
La sua ricerca pittorica diventa anche una ricerca interiore: cercare nuovi colori, nuove forme, nuove profondità significa forse cercare qualcosa di sé, riconoscere ciò che ci appartiene e ciò che ci fa stare bene.
Nel corso della sua attività, Carmellina Arestia ha partecipato a numerose mostre, esponendo in diverse città italiane e in Europa.
In questa esposizione ho voluto mettere in luce una particolare dimensione della sua sensibilità artistica: quella che si esprime attraverso il mare, i suoi colori, i suoi misteri e la sua inesauribile capacità di generare vita.
Carmellina Arestia diventa così, ai miei occhi, una sorta di poetessa delle profondità. Una pittrice che ci invita a guardare oltre ciò che appare, a lasciarci attraversare dal colore e a ritrovare, forse, qualcosa di noi stessi.
Perché il vero viaggio delle sue opere non è soltanto quello verso il fondo del mare. È anche un viaggio dentro di noi.
E allora la domanda del titolo diventa una domanda che riguarda ciascuno:
Come è profondo il mio mare?
Tina de Falco
Curatrice della mostra




