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Ricostruzione post-alluvione e futuro dell’Agenzia ItaliaMeteo, oggi alla Camera l’audizione del presidente Michele de Pascale

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Ricostruzione post-alluvione e futuro dell’Agenzia ItaliaMeteo, oggi alla Camera l’audizione del presidente Michele de PascaleGiudizio positivo sulle nuove norme che ampliano le possibilità di delocalizzazione degli immobili nei territori colpiti dalle alluvioni, ma netta contrarietà alla scelta di trasferire da Bologna a Roma l’Agenzia nazionale per la meteorologia ItaliaMeteo. Sono le posizioni espresse dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, intervenuto oggi in audizione alla commissione Ambiente della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, che introduce misure urgenti dopo gli eventi meteorologici eccezionali che nel gennaio scorso hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia.

Il provvedimento contiene anche misure sulla ricostruzione nei territori dell’Emilia-Romagna colpiti dall’alluvione del 2023, tra cui le nuove disposizioni sulle delocalizzazioni. Le norme ampliano il perimetro degli interventi finanziabili con contributo pubblico, estendendo i casi ammissibili a includere immobili sgomberati per ragioni di sicurezza legate all’alluvione e consentendo di ricostruire o acquistare un’abitazione anche in un Comune limitrofo, superando il vincolo che finora limitava l’intervento al solo Comune in cui si trova l’immobile originario.

“Sul tema delle delocalizzazioni- ha sottolineato de Pascale nel corso dell’audizione- il passo avanti compiuto con il decreto, che destina 25 milioni di euro per un allargamento delle opportunità per cittadine, cittadini e imprese, va nella direzione che le Regioni e i territori colpiti dalle alluvioni chiedevano da tempo. Ampliare le possibilità di spostare gli edifici dalle aree maggiormente esposte al rischio significa offrire alle persone strumenti più efficaci per ricostruire in sicurezza e per ridurre la vulnerabilità dei territori. È una misura di buon senso, un passo molto importante anche se non raggiunge il 100% delle casistiche che noi vorremmo considerare, che aiuta concretamente famiglie e amministrazioni locali ad affrontare situazioni spesso molto complesse”.

“Le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna- ha aggiunto il presidente- hanno mostrato con grande chiarezza quanto sia importante poter affiancare agli interventi di ripristino anche soluzioni strutturali che consentano, quando necessario, di ricollocare abitazioni e attività in luoghi più sicuri. Per questo riteniamo positive le modifiche introdotte dal decreto sulle delocalizzazioni e continueremo a lavorare fianco a fianco con la struttura commissariale affinché queste norme possano essere applicate in modo rapido ed efficace”.

Diverso, invece, il giudizio espresso sulla riorganizzazione dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo, l’ente istituito per coordinare e sviluppare le attività di meteorologia e climatologia nel Paese, che oggi ha sede al Dama Tecnopolo di Bologna. La legge di bilancio 2026 ha ridefinito la governance di ItaliaMeteo, affidandone la guida al Dipartimento nazionale della Protezione civile. In questo quadro il Governo ha scelto di trasferire la sede dell’Agenzia da Bologna a Roma, così come indicato anche nel decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, all’articolo 18. Un passaggio che dovrebbe avvenire già nei prossimi giorni, a partire dal 16 marzo. Una decisione contestata dalla Regione Emilia-Romagna: il presidente Michele de Pascale, già la scorsa settimana con una lettera inviata alla presidente del Consiglio e ai ministri competenti, ha chiesto all’Esecutivo di aprire un confronto su questo provvedimento, senza ricevere alcuna risposta.

“Sarebbe un grave errore se venisse confermato lo spostamento di una struttura che proprio in Emilia-Romagna aveva trovato le condizioni ideali per svilupparsi- ha sottolineato de Pascale-. Bologna e la nostra regione rappresentano oggi uno dei principali poli europei per il supercalcolo, i dati e la ricerca sul clima grazie alla presenza del Dama Tecnopolo, dove negli ultimi anni si è consolidato un ecosistema scientifico e tecnologico di livello internazionale dedicato allo studio dei fenomeni meteorologici e climatici. In questo contesto si è sviluppata anche l’esperienza di ItaliaMeteo, in stretta relazione con le competenze e le infrastrutture di ricerca presenti sul territorio”.

“Una scelta che, se confermata- ha aggiunto il presidente-, non solo rischia di indebolire uno dei principali poli europei sui dati e sul clima, ma che può costituire anche un grave precedente per le lavoratrici e i lavoratori che dall’oggi al domani si troverebbero a dover subire uno spostamento di 350 km senza possibilità di alternative, una soluzione che sembra avere più l’intento di smembrare il team che ha lavorato in questi anni che di definire una sede migliore. In Emilia-Romagna, dove vige il Patto per il Lavoro e per il Clima, siamo abituati a comportarci in altro modo, a salvaguardare l’occupazione, la professionalità e la vita delle persone. Per questo abbiamo chiesto al Governo di aprire subito un confronto istituzionale e abbiamo formulato anche due richieste che speriamo possano essere accolte. La prima è di congelare la procedura di trasferimento: fermiamoci, discutiamone, parliamone. La seconda di rivedere una scelta inspiegabile e che finora è rimasta inspiegata e strutturare un’articolazione fra il Centro e la periferia, fra la capitale e Bologna, con funzioni che stanno a Roma e funzioni che stanno a Bologna. Abbiamo anche una legge regionale che ci consente di sostenere l’agenzia ItaliaMeteo e siamo disponibili anche a investire risorse e spazi, mettendoli a disposizione a titolo gratuito.  L’Emilia-Romagna è il cuore di un sistema scientifico che tra poco verrà ulteriormente rinforzato con l’insediamento della prima Università dell’Onu sull’intelligenza artificiale applicata al cambiamento climatico. Un sistema, quello emiliano-romagnolo, che rappresenta una risorsa strategica per il Paese e uno strumento fondamentale per affrontare le sfide poste dagli eventi meteorologici estremi e dalle trasformazioni globali in atto”.