A Bologna, al nido ‘Testa in giù’, le famiglie fanno colazione con frutta fresca di stagione e pane integrale pe rafforzare il legame tra nutrizione e ambiente. E ancora, a Sassuolo, in provincia di Modena, al nido ‘I folletti’ si prepara tutti insieme il kit del piccolo esploratore, una borsa di tela dove raccogliere i tesori raccolti lungo il percorso, lenti di ingrandimento e un libro illustrato con immagini di foglie, insetti e fiori. Al nido ‘Pinocchio’ di Parma i più piccoli si danno da fare per realizzare l’acchiappasogni con elementi naturali da appendere sui rami di un albero, a Rimini si esplora anche la spiaggia oltre al verde dei giardini.
Sono alcune delle attività che oltre 800 tra servizi educativi, nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie dell’Emilia-Romagna hanno organizzato per oggi in occasione di una giornata dedicata all’educazione all’aperto. Un’iniziativa voluta dalla Regione che intende favorire le esperienze all’aperto per le bambine e i bambini emiliano-romagnoli, per trascorrere sempre più giornate alla scoperta di quelle piccole cose che fanno grande il mondo. A partire dal giardino della scuola o dal parco del quartiere. Una giornata per fare scuola rispondendo ai bisogni evolutivi dei più piccoli e nel rispetto della natura, come prevedono le “Linee guida regionali per l’educazione all’aperto dalla nascita ai sei anni, nei giardini educativi e scolastici e nelle aree dedicate a bambini e famiglie, in città e nel territorio” recentemente approvate dalla Giunta regionale frutto di un lavoro collettivo multidisciplinare che ha coinvolto dalla Regione al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, con la partecipazione di esperti dei servizi per l’infanzia, la scuola, la sanità e l’ambiente e che si rivolge a 2.800 realtà.
Il punto su questa giornata e sulle Linee guida è stato fatto oggi alla scuola dell’infanzia ‘Cantalamessa’, a Bologna; presenti l’assessora regionale alla Scuola e Politiche per l’infanzia, Isabella Conti, che ha fortemente voluto questo documento di indirizzo regionale e le iniziative che lo accompagnano, l’assessore comunale alla Scuola, Daniele Ara, Michela Schenetti del Dipartimento di Scienze dell’Educazione – Università di Bologna, e Monica Gori, responsabile Servizi comunali 0-6 Porto Saragozza – Comune di Bologna.
L’assessora Conti ha annunciato che la Regione, con un bando, investirà 350mila euro all’anno: una quota del servizio regionale 0/3 per riqualificare e innovare gli spazi aperti e i giardini.
“Fondamentale-precisa Conti- sarà la creazione di percorsi formativi multidisciplinari rivolti a professionisti dell’educazione. Intendiamo creare le condizioni perché i bambini si sentano felici, davvero.
“Creare-sottolinea Conti- le condizioni perché i bambini si sentano felici, davvero. Perché possano ritrovare un contatto diretto con la natura, con i suoi tempi, con la sua concretezza. Un contatto che non è accessorio, ma fondamentale per la crescita emotiva, corporea e relazionale. Viviamo in un tempo in cui l’esperienza è sempre più mediata, digitale, spesso disincarnata. I bambini rischiano di perdere occasioni essenziali per conoscersi, per stare nel proprio corpo, per entrare in relazione autentica con gli altri e con l’ambiente. Per questo è necessario coinvolgere anche i genitori. Non solo come accompagnatori, ma come parte attiva di un processo che riguarda tutti. Perché la crescita dei bambini avviene dentro relazioni vive, dentro comunità capaci di esserci davvero”.
“L’educazione all’aperto- conclude Conti- è allora un’opportunità concreta per rimettere al centro la presenza, il corpo, il contatto. Per offrire ai bambini esperienze che li aiutino a sentirsi, a riconoscersi e a stare nel mondo con maggiore sicurezza e benessere”.
Le iniziative sul territorio
Sono oltre 330 gli eventi organizzati in questa giornata dedicata all’educazione all’aperto e che coinvolgono oltre 800 tra servizi educativi, nidi e scuole dell’infanzia dell’Emilia-Romagna, associazioni ed enti diversi. Natura, creatività, esplorazione scientifica, arte e movimento sono i protagonisti delle numerose iniziative in programma oggi.
Tanti i temi scelti: dall’esplorazione del territorio alle letture all’aperto, dall’educazione ecologica alla rigenerazione degli spazi esterni. Previsti anche momenti di sensibilizzazione e coinvolgimento delle famiglie, oltre che eventi formativi e divulgativi dedicati alle Linee guida regionali.
Ad esempio, la Società parmense di Scienze naturali organizza nei parchi Berio ed ex Althea un laboratorio divulgativo dedicato al suolo e alla rizosfera. Bambini, famiglie, volontari e corsisti potranno osservare con microscopi e stereoscopi la pedofauna e i microrganismi del prato, scoprendo l’importanza di prendersi cura del suolo come risorsa essenziale per gli ecosistemi. Oppure a Forlì passeggiata per i bambini del nido Pollicino fino alla scuola dell’infanzia Peter Pan per seminare ortaggi e fiori spontanei.
Ogni gesto, ogni azione racconta di una comunità scolastica che si apre al territorio, che coinvolge le famiglie attivando processi cognitivi, fisici ed emotivi profondi.
L’educazione all’aperto come strumento di crescita
Le nuove Linee guida regionali si rivolgono potenzialmente a 1.290 servizi educativi (fascia d’età 0-3 anni) e 1.512 scuole dell’infanzia. Alcune di queste realtà già da tempo svolgono esperienze educative all’aperto, anche tutti i giorni e in tutte le stagioni. L’apprendimento negli spazi esterni, grazie ad educatori, educatrici ed insegnanti, è un’esperienza attiva e multisensoriale, che stimola la curiosità e incoraggia la sperimentazione, come dimostrano le evidenze scientifiche.
La Regione Emilia-Romagna, insieme al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna e con la partecipazione di esperti dei servizi per l’infanzia, della scuola, della sanità e dell’ambiente, ha elaborato e approvato, prima Regione in Italia, specifiche “Linee guida regionali per l’educazione all’aperto dalla nascita ai sei anni, nei giardini educativi e scolastici e nelle aree dedicate a bambini e famiglie, in città e nel territorio”, uno strumento frutto di un lavoro collettivo multidisciplinare ora a disposizione di quanti vogliono fare dell’educazione all’aperto un’opportunità strategica per promuovere il benessere e lo sviluppo integrale dei bambini nella fascia 0–6 anni. In questo modo si connettono apprendimento, salute, ambiente e comunità e si offre un’opportunità di cambiamento culturale che coinvolge professionisti, famiglie e comunità.
Il testo adottato dalla Giunta è frutto anche di due momenti di confronto, nel maggio e novembre scorsi, fra oltre 500 professionisti del mondo educativo (di Enti pubblici, convenzionati e privati rappresentativi del modello E-R, Ufficio scolastico regionale, Uffici scolastici territoriali, Rete Scuole all’aperto…), dell’ambito sanitario che svolgono funzioni di autorizzazione/controllo e promuovono interventi di prevenzione/benessere/salute, esperti giuridici, tecnici di Enti locali con competenze su aree verdi, spazi esterni, edilizia pubblica, ambiente, rappresentanti di Ceas (Centri di educazione alla sostenibilità), Centri per le Famiglie, Urban center, Patti di collaborazione o processi partecipativi sul tema.





