Borse di studio, alloggi, accesso agevolato alle mense, assegni formativi e contributi per esperienze di mobilità internazionale. Sono le misure previste dal bando appena pubblicato da Er.Go per il sostegno alle studentesse e agli studenti universitari dell’Emilia-Romagna per l’anno accademico 2026-2027.
Un sostegno al diritto allo studio che nell’anno in corso vede oltre 160 milioni di euro di finanziamenti per le borse di studio in denaro e servizi a più di 29mila studentesse e studenti assegnatari, di cui il 54% fuori sede.
Tra le priorità ribadite dalla Regione continuare ad assicurare la borsa di studio al maggior numero di studentesse e studenti idonei sostenendo il diritto allo studio che rappresenta un elemento di attrattività degli Atenei emiliano-romagnoli, considerando che degli oltre 195mila iscritti a corsi universitari più del 46% provengono da regioni diverse dall’Emilia-Romagna. La Regione attraverso Er.Go, assicura uniformità di trattamento sul territorio regionale per l’attuazione degli interventi sul diritto allo studio e per sostenere gli studenti meritevoli e in difficili situazioni economiche.
Tra le novità del bando, l’anticipazione del calendario di apertura e chiusura della domanda di benefici, che quest’anno va dal 23 giugno (anziché il 3 luglio) al 24 agosto, con un anticipo di circa dieci giorni rispetto all’anno accademico precedente.
L’anticipo della scadenza del bando consentirà di anticipare i tempi per l’assegnazione dell’alloggio e per la ricognizione di tutte le possibili risorse necessarie per l’assegnazione delle borse di studio.
L’impegno della Regione è finalizzato alla più ampia copertura delle borse di studio e, qualora si renderanno disponibili risorse residue successivamente alla copertura totale degli studenti idonei, saranno riconosciute le maggiorazioni degli importi di borsa di studio previste per alcune tipologie di studenti (+ 15% a studenti in difficili condizioni economiche, + 20% a studentesse Stem, + 20% a studenti con doppia iscrizione) nonché il semestre integrativo di borsa di studio per gli studenti che si laureano in corso.
Infine, per quanto riguarda le modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e Protesi dentaria e in Medicina Veterinaria, introdotte con la legge 26 del 14 marzo 2025, anche per l’a.a. 2026-2027 le disposizioni per ottenere i benefici potranno essere adottate solo dopo gli aggiornamenti ministeriali sulle tempistiche di svolgimento del semestre aperto e delle relative prove ed eventuali altre modifiche che saranno introdotte per il nuovo anno accademico.
“Mentre l’Emilia-Romagna si conferma un polo d’attrazione capace di accogliere oltre il 46% di studenti da fuori regione e di mobilitare 160 milioni di euro per tutelare più di 29mila idonei- spiega l’assessore regionale alle Politiche per il diritto allo studio universitario, Giovanni Paglia-, il Governo si conferma inadeguato a gestire una transizione cruciale. La revisione della normativa di principio sul diritto allo studio è un’opera drammaticamente incompiuta. A ben quattordici anni dal decreto 68 del 2012, mancano ancora i decreti attuativi per definire le borse di studio come Livello essenziale delle prestazioni (Lep), negando di fatto un diritto costituzionale uniforme a tutto il Paese. Lo scenario per l’anno accademico 2026-2027 è dunque preoccupante. Ci troviamo di fronte al venir meno dei fondi strutturali del Pnrr –che valgono circa 15 milioni di euro solo nell’ultimo anno – senza che dal Governo sia arrivata alcuna risorsa compensativa o una programmazione di lungo periodo, né indicazioni sulla scrittura dei bandi. È un’assenza di tutele che rischia di scaricarsi interamente sulle spalle delle Regioni e sul futuro delle nuove generazioni. Noi non intendiamo fare passi indietro- aggiunge Paglia- e anche per questo abbiamo ridisegnato l’impianto del bando Er.Go con flessibilità anticipando i tempi per blindare le graduatorie degli alloggi e delle borse già a metà novembre, ottimizzando ogni singolo euro. Abbiamo inserito clausole di salvaguardia precise per garantire la massima copertura degli idonei e rimodulato i criteri di premialità e i semestri integrativi proprio per proteggere il sistema dalle criticità finanziarie nazionali. Anche sul fronte alloggi, dove registriamo una crescita del 14% di posti letto negli ultimi tre anni, useremo il massimo rigore a tutela degli aventi diritto. Il diritto allo studio per noi è un investimento democratico e di libertà, e continueremo a difenderlo con risorse nostre, ma abbiamo bisogno che lo Stato torni a fare la sua parte”.
Per quanto riguarda i posti letto, sono 4.081 quelli messi a disposizione da Er.Go, nelle principali città universitarie della regione, risultato conseguito grazie a un investimento economico crescente, anche in collaborazione con gli Atenei. Un patrimonio abitativo destinato a crescere ulteriormente grazie ai finanziamenti del Pnrr e ai programmi di edilizia universitaria sostenuti dal ministero dell’Università e della Ricerca.
La quota maggiore si concentra a Bologna con 1.842 alloggi. Seguono Parma con 709 posti letto, Modena con 546 e Ferrara con 357. Completano il quadro Forlì (209), Reggio Emilia (131), Cesena (122), Rimini (100), Ravenna (55) e Piacenza (10).
Ai posti letto di Er.Go si aggiungono i posti acquisiti o che verranno acquisiti in convenzione ai sensi del Bando previsto dal decreto ministeriale 481/2024, in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, che hanno previsto la realizzazione di posti letto da parte di privati, il 30% dei quali da riservare a studenti in possesso dei requisiti economici e di merito stabiliti nei bandi di concorso degli organismi regionali per il diritto allo studio universitario. Una previsione che tuttavia non si traduce in un obbligo: l’organismo regionale dopo attente valutazioni sull’effettiva necessità di posti letto per gli studenti Dsu presso le città dove sono ubicati gli interventi edilizi e dopo un’accurata analisi potrebbe anche stabilire di non procedere alla stipula della convenzione col soggetto attuatore. Alla luce di questo Er.Go non ha fin qui ritenuto opportuno o conveniente convenzionarsi con tutti i proponenti. Le convenzioni perfezionate fino ad ora sono: a Ferrara (2 convenzioni per complessivi 18 posti), a Modena (una convenzione per complessivi 22 posti), a Parma (una convenzione per complessivi 41 posti) mentre sono in corso di stipula una convenzione per Bologna (11 posti) e una per Pieve di Cento (8 posti letti).
Negli ultimi tre anni accademici l’aumento è stato di oltre il 14% con nuovi 507 posti letto disponibili.





