
Inaugurazioni che continuano a rafforzare i servizi di cura e assistenza sanitaria e sociosanitaria dell’Emilia-Romagna. Portati sempre più vicino ai bisogni e alle case delle persone.
Tre tagli del nastro, oggi, in provincia di Piacenza e Modena: questa mattina l’Ospedale di Comunità di Castel San Giovanni e la Casa della Comunità San Nicolò, nel comune di Rottofreno, con il presidente della Regione Michele de Pascale; presente anche nel pomeriggio, assieme all’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi, all’inaugurazione dell’Osco del Distretto Ceramico a Maranello. Tutte realizzate grazie ai fondi stanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il rafforzamento dell’assistenza di prossimità.
“Gli Ospedali e le Case della Comunità – affermano il presidente de Pascale e l’assessore Fabi- sono strutture di fondamentale importanza per fronteggiare la nuova realtà con cui non solo la nostra regione, ma l’intero Paese deve fare i conti: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e delle fragilità. Fanno da ponte tra l’ospedale e il domicilio e rafforzano quella sanità territoriale, sempre più vicina alle persone e ai pazienti sia da un punto di vista fisico che della capacità di rispondere ai loro bisogni, su cui la Regione Emilia-Romagna continua a credere e ad investire. Non solo, perché rispondono anche all’esigenza di intercettare sempre più i bisogni sociali e sanitari, cercando di offrire ai cittadini una risposta integrata e completa, tempestiva e personalizzata. Inaugurare- aggiungono presidente e assessore- strutture come queste, che spesso nascono grazie al lavoro collettivo di un territorio – istituzioni, aziende sanitarie, imprese, associazioni di volontariato e fondazioni a cui va la nostra riconoscenza – significa toccare con mano la capacità dell’Emilia-Romagna di realizzare, insieme, progetti capaci davvero di migliorare la vita delle persone”.
Piacenza
Con l’Ospedale di comunità di Castel San Giovanni, che da aprile, quando ha accolto i primi pazienti, ha già preso in carico circa cinquanta persone, si consolida uno dei tasselli più significativi della nuova sanità territoriale piacentina, realizzato grazie a un investimento da 350mila euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Si sviluppa su una superficie di circa 820 metri quadrati e comprende 25 locali tra stanze di degenza, spazi destinati al personale e aree dedicate ai visitatori: gli ambienti sono stati progettati per garantire funzionalità, accessibilità e vicinanza ai familiari, un elemento fondamentale nel percorso di cura delle persone fragili. La maggior parte degli ingressi registrati in queste settimane è avvenuta a seguito di trasferimenti dai reparti ospedalieri per acuti: prevalentemente, appunto, persone fragili che, superata la fase più critica della malattia, necessitano ancora di un periodo di stabilizzazione clinica, recupero funzionale e accompagnamento prima del ritorno a casa. All’Osco della Val Tidone si è nel frattempo affiancato quello di Piacenza, aperto a fine giugno, mentre a Fiorenzuola sono previsti ulteriori 20 posti letto per il Distretto di Levante, con attivazione in autunno: tre, dunque, gli Ospedali di comunità su cui può contare il territorio piacentino.
Taglio del nastro ufficiale anche per la Casa della Comunità di San Nicolò, nel comune di Rottofreno, una struttura già operativa che riunisce servizi e professionisti e rafforza l’assistenza territoriale per un bacino di oltre 30mila cittadini. Sarà infatti punto di riferimento per la popolazione di San Nicolò e dei comuni di Agazzano, Calendasco, Gazzola, Gragnano Trebbiense, Piozzano, Rottofreno e Sarmato. Realizzata anche in questo caso grazie a fondi Pnrr per quasi 4 milioni di euro, la nuova sede è stata costruita su un terreno di proprietà del Comune di Rottofreno concesso all’Azienda Usl di Piacenza con diritto di superficie gratuito. Dispone di una superficie di oltre 800 metri quadrati del piano terra che ospita ambulatori medici, aree di accoglienza, servizi infermieristici, spazi amministrativi e locali dedicati al coordinamento multiprofessionale. La parte superiore – attualmente a rustico, per la quale è già stato avviato l’iter di richiesta di un ulteriore finanziamento di un milione di euro – aggiungerà altri 700 metri alla struttura.
Modena
L’Ospedale di comunità del Distretto Ceramico di Maranello ha già iniziato ad accogliere pazienti, ampliando con 15 nuovi posti letto la rete dell’assistenza territoriale modenese, che può contare sugli Ospedali di Comunità a Castelfranco Emilia, Fanano e Carpi e su quello di Modena, la cui inaugurazione ufficiale è prevista dopo l’estate; in programma, inoltre, l’apertura di un Osco a Vignola e Finale Emilia.
1.200 metri quadrati di superficie per un intervento da 4,2 milioni di euro (di cui 4 di fondi Pnrr e 200mila euro con mutuo dell’Azienda Usl di Modena), realizzato grazie ad un importante lavoro di squadra. Il Comune di Maranello ha concesso all’Ausl a titolo gratuito il diritto di superficie sul terreno per cinquant’anni e ha effettuato i lavori sull’area esterna e le opere di urbanizzazione, con il prezioso sostegno di Fondazione di Modena e Ferrari Spa che ha contribuito anche alla realizzazione dell’Osco. La struttura è destinata a pazienti che non presentano patologie acute e non necessitano dunque del ricovero o della permanenza in ospedale, ma hanno comunque bisogno di cure continuative o specifiche difficilmente gestibili a casa, o di un supporto riabilitativo prima del rientro al domicilio, e di un’assistenza da parte di professionisti sanitari.





